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un assaggio di
romania (2006) - viaggio di gianna perego
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| colore dei mezzi di
trasporto: AEREO, TRENO, AUTOBUS,
AUTO, NAVE |
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Agosto 2006: la nostra meta è Baia Mare, in Romania.
Ci arriviamo gradualmente, con la Panda, confine dopo confine.
Viaggiatrice:
gianna perego
Periodo:
agosto 2006
Giorni: -
Tipo di viaggio:
individuale
Mezzi di
trasporto: automobile
Costo: -
Vai a:
testo e
foto
Un assaggio di
Romania - Testo e foto
Agosto 2006: la nostra meta è Baia Mare, in
Romania. Ci
arriviamo gradualmente, con la Panda, confine dopo confine.
Austria
– Ungheria
Austria: il Pandino sfreccia rapido lungo la
stada serpeggiante tra verdi colline sormontate da generatori eolici a
perdita d’occhio, alti eleganti con le loro pale slanciate in
perenne lento movimento.
Ungheria: il Pandino prosegue tranquillo lungo
la strada, un po’ dissestata, tra le colline sormontate da
bassi mulini a vento sparsi qua e là con le tozze pale in
lento e stentato movimento.
Ungheria-Romania
Ungheria: è notte e il Pandino continua tranquillo lungo la
stada, dritta in mezzo a un nulla piatto, illuminata da fiochi
lampioni.
Romania: il Pandino sobbalza fra le buche della stessa strada, dritta
in mezzo a un nulla piatto, illuminata dalla luna piena.
Un balzo indietro nel tempo. Campagna e montagne verdissime, senso di
tranquillità, pace, paesaggi splendidi! Carretti al posto
delle auto, case in legno (alcune sono dei veri capolavori con
magnifici portoni in legno intarsiato) al posto del cemento. Chiatte al
posto dei ponti per attraversare i corsi d’acqua. Le persone
curiose, risevate, cordialissime e allegre. La maggior parte contadini
al lavoro dall’alba al tramonto. Ma in montagna non mancano i
turisti da Bucarest che concludono le vacanze estive festeggiando con
immensi falò (capolavori d’ingegneria!) che, per
magia, collassano su loro stessi senza dar fuoco alle tende intorno.
Le
attrazioni turistiche sono tante, ci sono rimaste nel cuore in
particolare le miniere di sale di Turda. Chiuse nel 1932 riaperte
successivamente come museo: qualche pannello esplicativo, poca
illuminazione elettrica, un divieto di accesso a una scala palesemente
pericolante, per il resto sembra tutto come è stato lasciato
alla chiusura. Un altro tuffo nel passato che condividiamo con altri
tre
giovanissimi visitatori rumeni.
Arriviamo a Baia Mare, in una splendida giornata di sole nel
bel mezzo
della festa di paese, ci sembra di essere alla festa
dell’unità, in una pittoresca piazza
baroccheggiante su cui affacciano bar e ristorantini.
Siamo tornati ai
nostri giorni. In serata scopriamo la periferia. L’idillio
è finito.
Alloggiamo in un diroccato casermone stile
sovietico, difficile da ritrovare in mezzo agli altri 1000 identici. Ci
stupisce la coda nei chioschi, aperti anche di sera, per comprare
l’acqua; “viziati questi rumeni di
città! non bevono quella del rubinetto che sa di
cloro?”. Ci torna in mente il disastro ecologico del gennaio
2000 con il Danubio contaminato dal cianuro proveniente da una miniera
nei pressi di Baia Mare. Ci spiegano che l’acqua ancora oggi
non è potabile. Scendiamo a comprare qualche bottiglia!
L’indomani scopriremo l’hinterland della
città, con le sue baracche abitata da zingari, rumeni caduti
in disgrazia e bambine (11, 12, 13 anni) che si prostituiscono di
giorno
e alla sera vanno a dormire abbracciate a spelacchiati orsacchiotti e
ogni tanto si fanno profondi tagli sulle braccia per dimostrare amore e
fedeltà ai fidanzati. Forse questa è una
realtà più difficie da vedere, ma se passate da
quaste parti andate qualche giorno alla Fundazia; padre Albano
saprà come usare al meglio le vostre potenzialità
per dare una mano! (si troveranno a proprio agio anche atei,
agnostici, e mangiapreti).
Non mancano i posti turistici, come il “cimitero
allegro”, dove ogni tomba con la sua croce disegnata con
colori accesi racconta una storia, ma all’uscita potreste
trovare una coda di 20 camper chiassosi ... e italiani ...
Si può sempre tornare a rifugiarsi nell’idillio
della campagna, dove ritroverete altre splendide croci di legno
intarsiato, forse conservate un po’ peggio, ma
dall’aspetto più genuino.
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