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Il Sahara occidentale è un territorio con medio indice di indipendenza. A determinare il risultato è l'alta propensione all'indipendenza manifestata nel corso degli anni dal popolo saharawi, che non ha mai accettato la dominazione marocchina e ha tentato in tutti i modi - pacifici e violenti - di guadagnare la propria indipendenza. Molto meno significativi sono invece i dati relativi alla disomogeneità di popolazione e alla disomogeneità geografica. La mancanza di rivendicazioni internazionali e la completa assimilazione politica al Marocco operano, infine, annullandosi a vicenda.
Indipendenza politica: 0
Il territorio del Sahara occidentale è suddiviso in tre regioni amministrative del Marocco, prive di alcuna autonomia politica o monetaria
Propensione all'indipendenza: 3
Sul territorio considerato è attivo da decenni un movimento indipendentista, il Fronte Polisario, che ha anche condotto una lotta di liberazione armata
Disomogeneità geografica: 1
Il Sahara occidentale confina con il Marocco, anche se la maggior parte dei propri confini terrestri è con la Mauritania
Disomogeneità di popolazione: 1
Saharawi e marocchini parlano lingue diverse, ma appartenenti alla stessa famiglia (1), appartengono allo stesso gruppo antropometrico (0) e praticano la medesima religione (0)
Conflittualità internazionale: 1
Nessun altro Stato rivendica il Sahara occidentale
Dati geografici
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Geografia: il Sahara occidentale può essere attualmente considerato il più grande territorio non indipendente del mondo dopo la Groenlandia.
Storia: Colonizzato dalla Spagna dal 1924 al 1975, il Sahara occidentale venne occupato, subito dopo l'indipendenza, dal Marocco (per i due terzi) e dalla Mauritania (per il restante terzo), in seguito a un accordo raggiunto segretamente dai due paesi a Madrid. Contro tali occupazioni si batté fin da subito il Fronte Polisario, movimento politico esponente della popolazione saharawi (gli abitanti del Sahara occidentale), che già aveva combattutto contro l'occupazione spagnola. Ciononostante, la maggioranza della popolazione saharawi, attaccata dall'aviazione marocchina, dovette fuggire in esilio, trovando ospitalità a Tindouf, in Algeria, dove tuttora sorgono quattro grandi campi di rifugiati. Il Polisario dichiarò l'indipendenza della Repubblica democratica araba saharawi il 27 febbraio 1976 e, nel 1979, riuscì a sconfiggere l'esercito mauritano. Al ritiro di quest'ultimo seguì però una nuova invasione dell'esercito marocchino, che entrò così in possesso di tutto il territorio conteso. La lotta armata contrappose il Polisario e il Marocco per tutti gli anni Ottanta, nel corso dei quali i saharawi riuscirono a liberare circa il 20% del Sahara occidentale. Con l'aiuto di Stati uniti, Francia e Israele, il Marocco rispose edificando un muro fortificato lungo 2.500 chilometri e con un'intensa politica di colonizzazione e pulizia etnica.
Nel 1991 l'Onu riuscì a mediare un cessate-il-fuoco in cambio dell'organizzazione di un referendum sull'autodeterminazione e del dispiegamento della missione Minurso. Inizialmente fissato per il 1992, il referendum venne però rinviato, a causa della pretesa marocchina di far votare anche i coloni, prima al 1998 e poi al 2000. Dopo anni di stallo, la missione Onu è stata ulteriormente prorogata nel 2004, prevedendo un nuovo referendum da tenersi entro 5 anni (ma anche questa volta la previsione non è stata rispettata). Attualmente nessun paese al mondo riconosce l'annessione del Sahara occidentale al Marocco, mentre numerosi paesi (soprattutto africani e sudamericani) riconoscono la Repubblica democratica araba saharawi; altri riconoscono invece il solo Polisario. L'interesse del Marocco per un territorio desertico e inospitale come il Sahara occidentale si spiega soprattutto per la presenza di importanti giacimenti di fosfati e per la possibilità di pescare nelle sue ricche acque territoriali.
L'associazione El Ouali per la libertà del Sahara Occidentale
Le pagine sul Sahara Occidentale di Wikipedia
Il sito del Fronte Polisario (es)
Reportage fotografico dal Sahara Occidentale
Ultima revisione: 26 luglio 2010