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Le isole Galapagos sono un territorio con basso indice di indipendenza. Tutti i parametri rilevati risultano nulli, con l’eccezione della disomogeneità geografica, considerato che le isole distano oltre 500 miglia dal continente sudamericano.
Indipendenza politica: 0
Le Galapagos non godono di alcun tipo di autonomia né in politica interna (0), né in politica estera e di difesa (0), né in politica monetaria (0)
Propensione all'indipendenza: 0
Non risultano rivendicazioni indipendentiste
Disomogeneità geografica: 2
L’arcipelago delle Galapagos dista oltre 200 miglia dal territorio ecuadoriano
Disomogeneità di popolazione: 0
La popolazione delle Galapagos non presenta disomogeneità con la popolazione dell’Ecuador
Conflittualità internazionale: 1
Non risultano rivendicazioni da parte di altri Stati
Dati geografici
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Geografia: le Galapagos sono un arcipelago di origine vulcanica posto a cavallo dell’equatore e collocato nel pieno dell’Oceano Pacifico, 972 km a ovest della costa ecuadoriana. L’arcipelago è composto da 6 isole maggiori, 13 più piccole e oltre un centinaio di scogli e isolotti. L’isola più grande, Isabella, rappresenta da sola più della metà della superficie delle Galapagos. Il clima è segnato dalle correnti marine che lambiscono l’arcipelago, in particolare dalla fredda corrente di Humboldt che stempera gli effetti della collocazione tropicale delle isole (la temperatura si aggira tra i 22°C e i 25°C). L’isolamento geografico delle Galapagos ha favorito lo sviluppo di una flora e una fauna, endemiche e non, tra le più ricche del mondo. Tra gli animali che popolano le isole si segnalano iguane, tartarughe giganti, svariate specie di uccelli, pinguini, otarie, leoni marini, etc.
Storia: le isole Galapagos vennero scoperte accidentalmente nel 1535, quando la nave che portava il vescovo di Panama Tomàs de Berlanga a incontrare Pizarro, incappata in una zona di bonaccia, vi venne portata dalle correnti marine. Si ritiene (ma la cosa è dibattuta) che prima di allora nessun essere umano avesse mai messo piede nell’arcipelago. Negli anni successivi le Galapagos divennero un rifugio perfetto per le navi dei corsari inglesi che facevano la posta ai galeoni spagnoli di ritorno verso la madrepatria.
Fin da subito la ricchezza faunistica delle isole colpì i visitatori (lo stesso Tomàs de Berlanga vi fece riferimento nel suo rapporto a Carlo V). La prima spedizione scientifica – finanziata dalla Corona spagnola – risale al 1790, ma in quegli stessi anni le isole divennero soprattutto un punto di riferimento per le baleniere dell’Oceano Pacifico (che facevano tappa alle Galapagos per rifornirsi di carne di tartaruga) e per i cacciatori di foche. Lo sfruttamento selvaggio di queste risorse portò all’estinzione di numerose specie.
Nel 1832 l’Ecuador acquisì il controllo dell’arcipelago, avviandone il popolamento a fini principalmente agricoli. Contemporaneamente riprese vigore l’interesse del mondo scientifico: il giovane Charles Darwin vi rimase 5 settimane nel 1835, ricavandone indicazioni fondamentali per lo sviluppo della teoria dell’evoluzione della specie. Nel 1904 una spedizione dell’Accademia delle Scienze della California rimase sulle isole un intero anno; la stessa istituzione inviò una seconda spedizione nel 1932.
Nel corso della seconda guerra mondiale l’Ecuador consentì agli Stati Uniti di costruire una base sull’isola di Baltra, utilissima per la protezione del Canale di Panama. A tutt’oggi la pista costruita dagli americani resta la più importante dell’arcipelago.
Nel 1959, in concomitanza del centenario della pubblicazione de L'origine delle specie di Charles Darwin, il governo ecuadoriano dichiarò la quasi totalità del territorio delle isole parco nazionale (molti anni dopo, nel 1986, verrà istituita anche una riserva marina), lasciando escluse solo le zone popolate dai coloni. Un ulteriore passo verso la protezione dell’arcipelago venne compiuto nel 1964 con la costruzione, sull’isola di Santa Cruz, della stazione di ricerca Charles Darwin, che, da allora, non si limita a favorire la conservazione delle risorse naturali delle isole, ma promuove altresì l’eliminazione delle specie animali e vegetali introdotte dai coloni. Un obiettivo, tuttavia, reso sempre più difficile dal progressivo incremento della popolazione (attualmente sono 5 le isole abitate: Baltra, Floreana, Isabella, San Cristobal e Santa Cruz). Dal 1978 le isole sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, dichiarazione che dal 2001 investe anche la riserva marina.
Ordinamento del territorio: le Galapagos costituiscono una Provincia sottoposta a regime speciale della Repubblica dell’Ecuador. Diversamente dalle altre Province ecuadoriane (nelle quali un Governatore rappresenta l’amministrazione statale e i cittadini eleggono un Prefetto e un Consiglio provinciale che si occupano delle competenze locali), la Provincia delle Galapagos è amministrata da un Consiglio di governo presieduto da un rappresentante del Presidente della Repubblica e composto dai rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, del Turismo, della Difesa, delle Finanze, dell’Agricultura, dal Segretario del Consiglio nazionale di pianificazione, dai Sindaci e dai rappresentanti delle amministrazioni dei villaggi (Giunte parrocchiali) dell’arcipelago.
Le Galapagos sono collegate con l’Ecuador dalla compagnia aerea Tame, che vola da Quito a San Cristobal e da Guayaquil a Baltra, e dalla compagnia aerea Aerogal, che vola da Guayaquil a San Cristobal e a Baltra. È anche possibile recarsi sulle isole via mare da Guayaquil con navi da crociera.
Pagina dell'Unesco sulle Galapagos (en)
Pagina del WWF sulle Galapagos (en)
Sito della Charles Darwin Foundation (en)
Sito di viaggi alle Galapagos (en)
Ultima revisione: 29 novembre 2010