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La baia di Guantanamo è un territorio privo di propensione all’indipendenza, principalmente a causa dell’assenza di una popolazione autoctona. Si tratta, in effetti, di un dominio territoriale statunitense, la cui sola prospettiva alternativa è il ritorno sotto il dominio dello Stato cubano. Se rientra nella nostra ricerca è unicamente per via della disomogeneità geografica che, in tutta evidenza, connota il rapporto tra Stato dominante e territorio dominato.
Indipendenza politica: 0
Guantanamo è privo di indipendenza sotto ogni profilo: politico, internazionale e monetario
Propensione all'indipendenza: 0
Considerata l’assenza di popolazione, nessuno può rivendicare l’indipendenza di Guantanamo
Disomogeneità geografica: 2
Guantanamo si trova su un’isola (Cuba), in un punto che dista più di 200 miglia dal punto più vicino del territorio dello Stato dominante. Inoltre, altri Stati risultano più vicini rispetto al territorio dominante
Disomogeneità di popolazione: 0
Non essendoci popolazione (nel territorio si trovano solo detenuti e personale di guardia statunitense), questo parametro non è rilevabile
Conflittualità internazionale: 0
Cuba rivendica formalmente la restituzione del territorio di Guantanamo
Dati geografici
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Storia: Situata nella zona sud-est dell’isola di Cuba, non lontana dall’omonima città, la baia di Guantanamo venne data in concessione perpetua agli Stati Uniti d’America nel 1901. All’origine dell’accordo vi è il sostegno assicurato dagli Stati uniti – nell’ambito della guerra ispano-americana del 1898 – agli indipendentisti cubani, che, a cavallo del Ventesimo secolo, lottarono per conquistare l’indipendenza di Cuba dalla dominazione spagnola. Già fiaccate dall’azione dei ribelli isolani, le truppe spagnole cedettero rapidamente alla superiorità delle forze americane, le quali assunsero il controllo di fatto del territorio cubano e vi insediarono un governo di occupazione.
Gli americani accettarono di lasciare l’isola, riconoscendone formalmente l’indipendenza, quattro anni dopo (nel 1902), ma solo dopo aver imposto l’inserimento nella Costituzione cubana del 1901 di una disposizione (il c.d. Emendamento Platt, formulato da un senatore statunitense) che dava loro la possibilità di intervenire, anche militarmente, ogni qualvolta avessero ritenuto in pericolo l’indipendenza cubana o la proprietà e le libertà individuali (tale disposizione giustificò i successivi interventi del 1906, 1912 e 1917). Gli Stati Uniti ottennero, inoltre, due basi navali collocate, l’una sull’isola dei Pini (l’odierna isola della Gioventù), poi restituita nel 1925, l’altra nella baia di Guantanamo (dove, peraltro, la marina statunitense si era già insediata nel corso della guerra contro la Spagna). La fonte giuridica della concessione di tali basi si trova nell’Accordo per le Stazioni di Rifornimento di carbone alle Navi del 1901, poi riportato, assieme alle clausole dell’emendamento Platt, nel Trattato Permanente di Relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti del 1903 e confermato nel Trattato di Relazioni tra la Repubblica di Cuba e gli Stati Uniti d’America del 1934.
A tutt’oggi gli Stati uniti rivendicano la legittimità, sotto il profilo del diritto internazionale, di tali accordi; Cuba, invece, li disconosce, sostenendo che il governo cubano di allora – considerata la situazione di protettorato di fatto in cui versava l’isola – non poteva esprimere una propria libera volontà negoziale. Dopo la vittoria della rivoluzione castrista il governo cubano ha rifiutato di incassare il canone d’affitto che, secondo gli accordi, gli Stati Uniti devono annualmente versare a Cuba (si tratta della ridicola somma di 4.085 dollari).
Oggi la base ospita ca. 10.000 militari statunitensi ed è conosciuta nel mondo per il campo di prigionia aperto nel 2002, su ordine del Presidente Bush, per i prigionieri della c.d. “guerra al terrorismo”. Le torture praticate sui prigionieri e il mancato riconoscimento delle più elementari garanzie giurisdizionali hanno trasformato Guantanamo in un simbolo di ingiustizia che, al momento, nemmeno il Presidente Obama è riuscito a rimuovere.
La pagina del ministero degli esteri cubano dedicata alla questione di Guantanamo (es-en)
L'ordine di chiusura della prigione di Guantanamo emanato dal presidente Obama (en)
La pagina ufficiale della base navale di Guantanamo (en)
Il sito di Amnesty International dedicato alla prigione di Guantanamo (en)
Il sito di Amnesty International Italia dedicato alla prigione di Guantanamo
Ultima revisione: 20 febbraio 2010