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La Martinica rivela un medio indice di indipendenza. Alla significativa disomogeneità geografica e di popolazione, fa da contraltare l’assenza di autonomia politica e la diminuzione della presa delle posizioni indipendentiste sulla popolazione.
Indipendenza politica: 0
La Martinica è una regione della Repubblica francese. Come tale non gode di alcuna autonomia nella politica estera e di difesa (0) e monetaria (0), e ha una modesta autonomia nell’amministrazione degli affari interni (0)
Propensione all'indipendenza: 1
La sconfitta degli indipendentisti al referendum sull’autonomia del 2010 controbilancia la tendenza politica loro favorevole dell’ultimo decennio
Disomogeneità geografica: 2
L’isola si trova in un continente diverso da quello dello Stato dominante, ben oltre le 200 miglia di distanza. In più, numerosi altri stati risultano più vicini rispetto a quello dominante
Disomogeneità di popolazione: 2
L’elevato grado di mescolanza della popolazione della Martinica la rende differente da quella francese (3); anche la lingua, al di là dei dati ufficiali, segna una differenza, sebbene non particolarmente rilevante perché il creolo della Martinica si basa largamente sul francese (1); prevale invece l’omogeneità sotto il profilo religioso (0)
Conflittualità internazionale: 1
Non risultano rivendicazioni da parte di paesi terzi
Dati geografici
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Storia: Quando Cristoforo Colombo scoprì la Martinica nel 1502, l’isola era da millenni abitata da popolazioni originariamente provenienti dalle coste caraibiche dell’america meridionale (benché si ritenga che i primi insediamenti risalgano a 5.000, o anche a 10.000 anni prima di Cristo, i primi riscontri archeologici certi sono riconducibili al I secolo d.C. e attestano la presenza di popolazioni appartenente alla famiglia linguistica degli Aruachi, dapprima i Taino, poi i Caribe).
I primi insediamenti coloniali francesi (gli spagnoli avevano disdegnato l’isola per le sue ridotte dimensioni) avvennero oltre un secolo dopo, nella prima metà del 1600, inizialmente tramite accordi con le popolazioni autoctone, poi attraverso il ricorso alle armi. Nel 1658 gli indigeni vennero definitivamente sconfitti e scacciati quasi completamente dall’isola.
I coloni si dedicarono principalmente ad attività agricole – coltivazione di tabacco, cacao e canna da zucchero – alimentando il grande afflusso di manodopera africana che avvenne nel corso dei decenni successivi (alla fine del XVII secolo gli africani già superavano in numero i coloni bianchi). Con la perdita da parte della Francia dell’isola di Santo Domingo, la Martinica si ritrovò a essere il principale centro d’interesse francese nei Caraibi: ciò favorì un significativo sviluppo economico, che venne arrestato solo dalla disastrosa eruzione del vulcano Pelée, che nel 1902 fece quasi 30.000 morti. Le basi del sistema economico coloniale erano, tuttavia, già state messe in discussione dall’abolizione della schiavitù avvenuta nel 1848 (inizialmente i proprietari terrieri sopperirono facendo ricorso all’afflusso di manodopera indiana, cinese e anche europea, ma poi dovettero arrendersi al cambiamento del contesto politico).
Con la fine della seconda guerra mondiale, nel 1946 la colonia fu abolita e agli abitanti della Martinica fu riconosciuta la cittadinanza francese. L’isola divenne un Dipartimento d’oltremare cui poi si aggiunse, nel 1983, la qualifica di Regione d’oltremare (dal 2010 i due enti verranno fusi in un’unica collettività in cui saranno riuniti i poteri del Dipartimento e della Regione). La Martinica elegge, inoltre, 2 senatori e 4 deputati nel Parlamento francese.
Quanto alle rivendicazioni indipendentiste, il primo significativo avvenimento risale al 1962, quando un gruppo di studenti stilò il Manifesto della O.J.A.M (Organisation de la Jeunesse Anticolonialiste de la Martinique). Nel 1997 l’indipendentista Alfred Marie-Jeanne venne eletto, per la prima volta, deputato della Martinica; l’anno successivo divenne Presidente del Consiglio regionale, il principale organo politico dell’isola, carica che ricopre a tutt’oggi.
Le aspettative degli indipendentisti hanno però subito un brusco rallentamento con il referendum sull’autonomia del 10 gennaio 2010. La proposta di trasformare la Martinica in una Collettività d’oltremare dotata di maggiore autonomia (un possibile primo passo verso l’indipendenza) è stata infatti respinta con il 79,3% di No.
Consiglio regionale della Martinica (fr)
Dipartimento della Martinica (fr)
Ente turistico della Martinica
Movimento indipendentista della Martinica (fr)
Ultima revisione: 20 febbraio 2010