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Kurdistan (Turchia, Iraq, Iran, Siria)

Dipendenze Territoriali - Bandiera del KurdistanIl Kurdistan è un territorio con medio indice di indipendenza. Incrementano il punteggio la radicata propensione all'indipendenza, la sostanziale disomogenità di popolazione (considerando i diversi popoli appartenenti agli Stati dominanti) e l'assenza di rivendicazioni da parte di altri Stati. Abbassano il punteggio la totale assenza di istituzioni comuni e la contiguità geografica con i paesi dominanti.

Indice di indipendenza del Kurdistan: 5

Indipendenza politica: 0
Complessivamente considerato, il Kurdistan non può essere considerato indipendente sotto nessun profilo. Benché la parte dominata dall’Iraq goda oggi di una notevole autonomia, la parte turca e quella iraniana sono invece completamente sotto il controllo dei rispetti governi centrali

Propensione all'indipendenza: 3
La storia decennale del Kurdistan dimostra senz’ombra di dubbio la fortissima propensione all’indipendenza della sua popolazione

Disomogeneità geografica: 0
Il territorio kurdo confina con i territori degli stati dominanti

Disomogeneità di popolazione: 1
I kurdi hanno alcuni tratti in comune con i popoli dominanti, ma complessivamente si connotano come un popolo distinto per famiglia linguistica (2) e, parzialmente, per confessione religiosa (1)

Conflittualità internazionale: 1
Nessun altro Stato rivendica il Kurdistan in quanto tale

Kurdistan - dati geografici e politici

Dati geografici
  • Coordinate: -
  • Superficie: 450.000 kmq
  • Consistenza: territorio continentale
  • Popolazione: tra i 20 e i 30 milioni
  • Capitale: -
  • Unità monetaria: -
  • Lingua: kurdo
  • Religione: islam sunnita
  • Gruppo etnico: medio-orientale
Dati politici
  • Distanza con la capitale della madrepatria: -
  • Rivendicazioni: nessuna
  • Statuto: -
  • Costituzione: -
  • Capo dello stato: -
  • Capo del governo: -
  • Organi legislativi: -
  • Referendum: -

Kurdistan - inquadramento geografico e storico

Geografia: il Kurdistan è un vasto altopiano situato nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia, che include l'alto bacino dell'Eufrate e del Tigri, il lago Van e il lago di Urmia e le catene dei monti Zagros e Taurus. Il clima è continentale rigido, le precipitazioni sono abbondanti e i terreni sono fertili per i cereali e l'allevamento.

Storia: Il popolo kurdodiscende dagli antichi medi, una popolazione di origine indo-iraniana, che, intorno al 600 a.C., si stabilì sui monti dell'Iran. All’origine delle sue odierne vicende si collocano le forti limitazioni imposte dall’impero ottomano, all’inizio del XIX, all’autonomia delle comunità kurde, che provocarono numerose rivolte finalizzate a ottenere la loro unificazione e autonomia. Le potenze europee (Gran Bretagna, Francia e Russia) strumentalizzarono abilmente la situazione allo scopo di indebolire l’impero ottomano e sottrarre territori al suo controllo. Con la fine della prima guerra mondiale, le aspirazioni nazionale kurde arrivarono a un passo dalla realizzazione: il trattato do Sévres del 10 agosto 1920 prevedeva infatti la creazione di un Kurdistan autonomo nelle regioni dell’Anatolia orientale. La decisa opposizione della nascente Repubblica turca riuscì, però, dapprima a impedire la formazione dello Stato kurdo e poi a ottenere la cancellazione del trattato di Sévres, sostituito dal trattato di Losanna del 1923. In quell’occasione i territori abitati dalla popolazione kurda vennero spartiti tra Turchia, Iraq, Iran e, più marginalmente, Siria, dando vita a una situazione che si protrae ancora oggi. La diaspora del popolo kurdo ha avuto ripercussioni negative sulla sua lotta per l’indipendenza, che si è trovata a dover fronteggiare una molteplicità di nemici.

In Iraq i kurdi hanno dato vita a un movimento di resistenza armata, duramente represso dai governi centrali. Dal Partito democratico del Kurdistan (Pdk), fondato da Mustafa Balzani negli anni ‘40, si è staccata, a metà degli anni ’70, l’Unione Patriottica del Kurdistan (Upk), guidata da Jalal Talabani, dando vita a una rivalità di cui lo stesso regime iracheno ha più volte approfittato. Le cose sono migliorate con la caduta di Saddam Hussein e la nuova organizzazione costituzionale assunta dallo Stato iracheno: oggi i kurdi godono di un’ampia autonomia regionale e hanno assunto, a livello statale, la guida della Presidenza della Repubblica con Jalal Talabani. Resta aperto il contenzioso con il governo statale in merito al confine meridionale della regione kurda, dove si trovano ricchissimi giacimenti di idrocarburi.
Anche in Iran la resistenza kurda, divisa tra il Partito democratico del Kurdistan iraniano (Pdki) e l’Unione Patriottica del Kurdistan (Upk), ha dovuto fare i conti con la dura repressione delle autorità di Teheran (prima quelle dello Scià, poi quelle della Repubblica islamica). Questo ha costretto i kurdi a limitare le loro rivendicazioni all’ottenimento di un’ampia autonomia, ma senza successo.
Non diversa, infine, la situazione in Turchia dove, dopo un’iniziale apertura, le aspirazioni kurde hanno dovuto fare i conti con il rigido centralismo dello Stato turco, che nega addirittura l’esistenza di minoranze nazionali. Anche in conseguenza della durezza della repressione, al Partito democratico del Kurdistan (Pdk), che limitava le sue rivendicazioni a una richiesta di autonomia, è subentrato il Partito dei lavoratori kurdi (Pkk) di Abdullah Ocalan, dando vita a una lotta armata, mirante alla liberazione dell’intero Kurdistan, che dura a tutt’oggi (sebbene l'arresto e la condanna di Ocalan abbiano notevolmente indebolito le forze della resistenza).

Il Kurdistan sul web

L'ufficio di informazione del Kurdistan in Italia
Le pagine sul Kurdistan di Wikipedia (en)
Il sito del governo regionale kurdo in Iraq (en)

Ultima revisione: 26 luglio 2010