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I territori palestinesi hanno un alto indice di indipendenza. Incide soprattutto la propensione all'indipendenza, molto sentita, e portata avanti in modo anche violento da tutte le organizzazioni politiche. La disomogeneità di popolazione contribuisce ad acuire la differenza con lo stato dominante. Riguardo a Indipendenza politica e disomogeneità geografica, i territori palestinesi si pongono invece in una posizione intermedia tra l'integrazione e la netta differenziazione con lo stato di Israele.
Indipendenza politica: 1
I territori palestinesi si trovano sotto controllo militare israeliano. Eleggono un organo legislativo e un organo esecutivo, ma tali organi sono titolari di competenze che possono essere compresse dallo Stato dominante (1); esercitano una limitata politica estera e di difesa autonoma (0) e non godono di indipendenza monetaria (0)
Propensione all'indipendenza: 3
Tutte le principali organizzazioni politiche palestinesi rivendicano la nascita di uno Stato indipendente, alcune anche con metodi violenti
Disomogeneità geografica: 1
I territori palestinesi sono confinanti con Israele, ma anche con altri Stati (Giordania ed Egitto)
Disomogeneità di popolazione: 2
Le popolazioni palestinese e israeliana sono differenti per religione (2) e lingua (1) e, considerata la particolare composizione della popolazione israeliana, parzialmente differenti per etnia (1)
Conflittualità internazionale: 1
Nessun altro Stato rivendica i territori palestinesi
Dati geografici
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Storia: sotto controllo ottomano fino alla fine della prima guerra mondiale, i territori palestinesi di Cisgiordania e Gaza passarono unitamente a tutto il resto della Palestina, sotto mandato britannico nel 1922. Nonostante la risoluzione dell'Onu n. 181 del 1947 avesse deciso la spartizione della Palestina in uno stato arabo e uno ebraico, con la nascita dello Stato di Israele (1948) la Cisgiordania venne integrata alla Transgiordania (dando vita alla Giordania), mentre la Striscia di Gaza andò all'Egitto.
Nel 1967 Israele attaccò i vicini arabi, occupando militarmente la Cisgiordania e Gaza (unitamente alle alture del Golan e alla penisola del Sinai). In contrasto con quanto previsto dalla risoluzione dell'Onu n. 242 del 1967, successivamente lo Stato ebraico non solo rifiutò di ritirarsi nei confini precedenti il conflitto, ma iniziò un'intensa opera di colonizzazione sia in Cisgiordania sia a Gaza, procedendo inoltre all'annessione di Gerusalemme est. Contro l'occupazione israeliana iniziarono a battersi numerose organizzazioni palestinesi, tra le quali assunse un ruolo preminente l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) guidata da Yasser Arafat. A partire dal 1977 l'Olp limita le proprie rivendicazioni ai territori occupati nel 1967.
Con la prima intifada (1987) l'organizzazione di Arafat decise di rinunciare al terrorismo, lasciando che la lotta dei palestinesi assumesse le vesti della rivolta popolare. Nel 1988 venne proclamato lo Stato palestinese sui territori di Gaza e della Cisgiordania, con capitale Gerusalemme est. A partire dal 1993 una serie di accordi siglati tra l'Olp e lo Stato di Israele aprì la strada al riconoscimento di un'autonomia amministrativa ai palestinesi su alcune porzioni dei territori occupati, con l'obiettivo finale della nascita di uno Stato palestinese, ma il tentativo di portare a compimento il negoziato, compiuto dal Presidente degli Stati uniti Bill Clinton a Camp David nell'estate del 2000, fallì a causa del rifiuto israeliano di tornare ai confini del 1967.
A tutt'oggi Israele non accetta di ritirarsi dai territori occupati, nonostante le offerte di pace e di normalizzazione delle relazioni diplomatiche provenienti non solo dall'Autorità nazionale palestinese, ma da tutti i paesi della Lega araba (fa parziale eccezione la posizione di Hamas, disposto a siglare un accordo di pace, ma restio all'instaurazione di relazioni diplomatiche con Israele). Nel campo palestinese, dopo la morte di Arafat (2004), la vittoria di Hamas alle elezioni legislative del 2006 ha sancito una frattura tra la Cisgiordania, rimasta sotto il controllo dell'Olp, e la Striscia di Gaza, governata dal movimento islamista.
L'Autorità Nazionale Palestinese su Wikipedia
Portale di Wikipedia sulla Palestina (en)
Dipartimento dell'Olp per i negoziati (en)
Sito di informazioni generali sulla Palestina (en)
Ultima revisione: 19 maggio 2010