Trova hotel economici in tutto il mondo con il comparatore prezzi su trivago
La Polinesia Francese ha un alto indice di indipendenza. In realtà alcuni parametri riportano il massimo del punteggio senza che i relativi sottoparametri siano tutti positivi. Alcuni settori sono infatti ancora dominati dalla madrepatria e il sentimento indipendentista non potrà portare a un completo distacco dalla Francia prima di 20 anni. Negli ultimi tempi c'è stata un'alternanza tra i presidenti indipendentisti e quelli unionisti e solo la rottura di questi avvicendamenti ci potrà indicare la strada che intraprenderà il territorio.
Indipendenza politica: 2
La Polinesia Francese è una Collettività d'oltremare francese dotata del pieno controllo negli affari interni (2); la politica estera e di difesa spetta alla Francia (0); la moneta è diversa anche se con un cambio fisso con l'euro (2)
Propensione all'indipendenza: 2
Il tema dell'indipendenza era uno dei più rilevanti nell'agenda politica al tempo della presidenza di Oscar Temaru; occorre verificare il cambiamento con l'avvento del presidente Sang, più legato alla Francia
Disomogeneità geografica: 2
Il territorio della Polinesia Francese è molto distante dalla Francia e altri stati sono più vicini
Disomogeneità di popolazione: 2
Le popolazioni della Polinesia Francese e della Francia sono differenti per etnia (3); professano la stessa religione, ma con una confessione differente (1); hanno la stessa lingua ufficiale che è anche la più parlata (0)
Conflittualità internazionale: 1
Non esiste alcuna disputa internazionale
Dati geografici
|
Geografia: il territorio della Polinesia Francese è costituito da 118 isole suddivise in 5 arcipelaghi. Le occidentali Isole della Società sono le più abitate e lì si trova anche la capitale Papeete. Le Tuamotu sono atolli corallini; le settentrionali Marchesi sono piuttosto aspre, come le Australi; infine a sud-est si trova il minuscolo arcipelago delle Gambier.
Storia: le isole furono avvistate nel 1595 dal primo europeo, lo spagnolo Álvaro de Mendaña de Neira. Successivamente arrivarono anche Samuel Wallis, Louis-Antoine de Bougainville e soprattutto il capitano James Cook che tra il 1769 e il 1779 disegnò in modo esauriente la mappa del Pacifico. Dopo un periodo di dominio spagnolo, nel 1789 i marinai ribelli del Bounty appoggiarono la famiglia Pomare i cui membri divennero i primi regnanti di Tahiti. All'epoca la famiglia reale governò con il sostegno dei missionari protestanti inglesi sulle Isole della Società, Australi e Tuamotu e con l'appoggio dei missionari cattolici francesi sulle Gambier e Marchesi. In seguito alla deportazione di due missionari, i francesi partirono alla conquista di tutto il territorio. Nel 1846 Tahiti cadde in loro mani e nel 1888 la sovranità francese si era estesa a tutte le Isole della Società.
Nel 1946 le isole divennero un Territorio d'Oltremare della Repubblica Francese, il che alimentò i primi moti di indipendenza. Nel 1957 il territorio assunse il nome di Polinesia Francese e si aprì al turismo con la costruzione del primo aeroporto. Dal 1963 inoltre fu aperto il Centro di Sperimentazione del Pacifico e per 30 anni i francesi vi tennero i loro esperimenti nucleari. Dal 1977 al 1996 la Polinesia Francese assunse il controllo della politica interna e raggiunse l'autonomia. I continui test nucleari portarono a violente proteste contro la madrepatria e alla cessazione degli esperimenti. Negli ultimi decenni la Polinesia Francese ha ampliato i propri poteri governativi e di gestione delle risorse. Nel 2003 il territorio divenne una Collettività d'Oltremare e nel 2004 Paese d'Oltremare senza che questo mutamento abbia portato a un cambiamento dello status giuridico. Dopo un periodo di spiccata instabilità, nel 2009 è tornato alla presidenza Oscar Temaru, il più attivo sostenitore dell'indipendenza dalla Francia, presto sostituito dal suo avversario politico e anti indipendentista Sang. E' possibile che in futuro la Polinesia Francese possa ottenere il distaccamento dalla madrepatria, ma oggi questa opzione è ancora lontana e non è stata tracciata una chiara strada da percorrere.
Ordinamento del territorio: la Polinesia Francese è una Collettività d'Oltremare francese. Capo dello stato è il Presidente francese, rappresentato in loco da un Alto Commissario da lui nominato su consiglio del Ministro degli Interni. Capi del governo sono il Presidente della Polinesia Francese e il presidente dell'Assemblea Territoriale, entrambi eletti dall'Assemblea stessa per un mandato di 5 anni (non c'è limite di mandati). Organo legislativo è l'Assemblea Territoriale, unicamerale composta da 57 membri eletti per un periodo di 5 anni. La Polinesia Francese manda anche 2 deputati e 2 senatori al Parlamento di Parigi. Le prossime elezioni legislative sono previste nel 2013; riguardo al parlamento francese, i 2 deputati saranno rinnovati nel 2012 e i 2 senatori nel 2014.
Per raggiungere la Polinesia Francese il mezzo di gran lunga più utilizzato è l'aereo, ma si può anche arrivare tramite nave.
Aereo: l'unico scalo internazionale è il Faa'a International Airport di Tahiti. Tra le compagnie che servono la città: Air France, Qantas, Air New Zealand e Lan. Tra le mete collegate in modo diretto troviamo Parigi, Tokyo, Los Angeles, Auckland, Santiago del Cile, Honolulu e numerose isole del Pacifico. Tahiti è poi uno stop molto popolare all'interno dei biglietti "Giro del Mondo".
Nave: è possibile raggiungere la Polinesia Francese in yacht dalle coste occidentali degli Stati Uniti. I tempi sono assai lunghi e bisogna contare fino a tre mesi con scali alle isole Hawaii e alle isole Marchesi. Si può poi proseguire il viaggio verso la Nuova Zelanda e l'Australia.
La Polinesia Francese su Wikipedia (en)
Dati statistici sul World Factbook (en)
Portale italiano sulla Polinesia Francese
Presidenza della Polinesia Francese (fr)
Ultima revisione: 10 novembre 2010