Fu costruito nel 1976 ed è visitato ogni anno da circa 20 milioni di pellegrini. Di che cosa stiamo parlando?
Viaggio a Sark, una minuscola isola nel canale della Manica. Qui non ci sono macchine e vige una costituzione di stampo medioevale. Ma a breve tutto cambierà.
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Se fosse una favola, si potrebbe raccontare così.
Un tempo lontano, la piccola isola di Sark era governata da un anziano signore benevolo, sorridente, un po' timido. Amava i suoi fiori e i suoi sudditi, e a loro si dedicava con eguale passione. Ed entrambi – i fiori del suo grande giardino, i sudditi della sua piccola isola – crescevano forti e sereni. Nel regno dell'anziano signore non c'era posto per le automobili e l'inquinamento. Le famiglie coltivavano il pezzo di terra concesso loro dal signore, e così si mantenevano. Di sera, al calar delle tenebre, le poche luci elettriche si spegnevano presto. Tutti vivevano in pace su Sark. Fino a quando non arrivarono i gemelli.
Ricchi e malvagi, i gemelli venivano da una grande nazione. Con il loro denaro comprarono un minuscolo isolotto di fronte a Sark. Poco più di uno scoglio, ma abbastanza per costruirvi sopra un castello poderoso. Da quel castello, illuminato anche di notte, i gemelli guardavano con disprezzo gli abitanti di Sark e il loro signore.
Dal loro castello, i gemelli cattivi cercarono di detronizzare il vecchio signore. Usarono il giornale di cui erano proprietari. Usarono la loro influenza politica. Usarono il loro potere. E alla fine vinsero, e il signore se ne dovette andare.
Questa però non è una favola, anche se l'isola di Sark è a tutti gli effetti un luogo fiabesco. Un lembo di terra di poco più di 5 chilometri quadrati, spuntato per il capriccio di chissà quale vulcano in mezzo al canale della Manica. Un'isola battuta tutto l'anno da onde robuste, spazzata dal vento, ingentilita da una vegetazione sorprendente, che dal punto di vista amministrativo fa parte del Bailato di Guernsey. E ha – ma ancora per poco – una giurisdizione di tipo feudale. Su tutti domina il Signeur, che concede titoli e terreni ai suoi sudditi. C'è quindi un Siniscalco, un Contestabile, un Tesoriere, uno Sceriffo, e così via. Considerando che la popolazione totale ammonta a 611 anime, la cosa fa un po' ridere; ma tant'è.
Tutto questo durerà solo fino al dicembre del 2008. Dopo, il Signore si dimetterà e ci sarà l'elezione di un parlamentino, composto da 28 cittadini. A questa svolta, in qualche modo storica, s'è arrivati dopo la lunga polemica che ha opposto Sark ai gemelli Barclay, miliardari inglesi, che hanno comprato l'isolotto di Brecqhou per farne il loro buen retiro. In teoria, Brecqhou farebbe parte di Sark, così il Signore ha sempre chiesto ai Barclay di pagargli le tasse. I gemelli, per evitare di farlo, hanno scatenato i loro avvocati e – grazie anche alle pressioni dell'Unione Europea – han convinto l'ultimo Signore, Michel Beaumont, alle dimissioni.
Ma c'è da giurare che il buon signore, una settantina d'anni abbondanti, alto e bianco, con la passione per il giardinaggio, come si diceva, sarà rimpianto. Quando, un paio d'anni fa, sono andato a fargli visita, mi son trovato davanti un anziano sorridente, amabile, persino un po' timido. Durante il giorno, lo si vedeva passeggiare per le vie dell'isola, salutato da tutti con gran sorrisi. O passare in bicicletta, con eleganza, evitando i passanti.
Che sono anche la minaccia più seria per un ciclista, dal momento che a Sark le automobili sono vietate. Ci sono pochi trattori, che svolgono il ruolo bizzarro di trasporto pubblico. E poi i cavalli, che passano lenti lungo le vie affusolate, salgono fino allo spettacolare istmo chiamato La Coupée, che separa le due parti dell'isola (grande e piccola Sark). Per il resto si va a piedi, o in bici.
Vanno a piedi anche i pochi turisti che ogni estate arrivano fin qui, spinti dai ritmi lenti, non meccanizzati, dalla natura incantevole, o anche dalla voglia di privacy. In qualche albergo di lusso, infatti – come La Sablonnerie – si raccontano storie di famosi attori, calciatori o politici, che sarebbero di casa a Sark.
Chissà se è vero. Certo è difficile immaginare una star del cinema a Sark, dove il massimo divertimento è uscire con una barca e pescare. O andare in un pub a bere ottima birra. Ottima ed economica: perché qui non ci sono tasse e quindi alcol e tabacco costano pochissimo. Ma bisogna andarci molto presto, nei pub, dal momento che già al calar della sera quasi tutti se ne vanno. Pochi locali hanno corrente elettrica, e si chiude molto presto. Cenare dopo le 20 è un'illusione. Bere qualcosa alle 21, un'utopia. Tranne quando c'è qualche festa, di solito religiosa, o legata a gare di pesca: allora l'atmosfera si scalda. E folleggiare fino alle 23 è qualcosa che finisci per apprezzare pienamente, da queste parti!
Una visita a Sark fa bene allo spirito, perché è un luogo incredibilmente calmo, del tutto privo delle tensioni tipiche della vita moderna. Fate conto però che non c'è molto da fare, eccetto andare a pesca, passeggiare (la natura è sorprendentemente rigogliosa), osservare scorci particolarmente belli. Per dormire, se non siete legati a troppe comodità, c'è un piccolo campeggio molto spartano, dove è facile far conoscenze. Altrimenti ci sono guesthouse abbastanza economiche e anche alberghi di lusso. Se noleggiate una bicicletta, potrete spostarvi in poche decine di minuti da un capo all'altro dell'isola. Ci sono poche salite, ma niente di impegnativo. Un giro in barca vi consente di apprezzare il frastagliatissimo profilo dell'isola.