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Viaggio di Luca Sivieri in Est Europa

Un mese alla scoperta di alcune capitali dell'ex impero sovietico. Due giorni di autobus ci portano fino a Tallinn, la più bella città baltica. In nave proseguiamo per Helsinki e, sotto la cappa dell'estate più calda di sempre, visitiamo San Pietroburgo e Mosca. In treno scendiamo verso Minsk e Varsavia dove ci separiamo. Paolo torna in Italia con il bus, io proseguo per i carpazi, fino a Chisinau, capitale della poco visitata Moldova. C'è ancora spazio per una puntata in Bosnia dove, in compagnia di Manuela e Francesco, osserviamo la vita che rifiorisce dopo le tragedie della guerra. Una nave mi riporta a casa.

  • Itinerario: Tallinn - Helsinki - San Pietroburgo - Mosca - Minsk - Varsavia - Bucarest - Chisinau, Orhei e Tiraspol - Budapest - Sarajevo - Mostar

  • Periodo: 27 luglio - 23 agosto 2003

  • Giorni: 28

  • Tipo di viaggio: individuale - con amici; da solo

  • Mezzi di trasporto: autobus, treno, nave

  • Km percorsi: 10.503

  • Costo: 1.625 euro (915 viaggiare, 50 visitare, 160 dormire, 160 mangiare, 20 divertirsi, 320 comprare)

27-29 luglio - da Milano a Tallinn

Verso il Grande Nord

La luce qui non muore mai. Sonnecchia, ma è pronta a dare la zampata quando meno te lo aspetti. Così passiamo i nostri giorni, sospesi tra il dì e la notte nell’estate più infuocata della nostra vita.
Tutto era cominciato 50 ore di viaggio prima, sotto una pioggia che invano tentava di rinfrescare la partenza. Giovanni ha 30 anni. Abita a Bruino e fa l’operaio. E’ alto, testa rasata, sapiente parlantina. Dal 1999 viaggia da solo alla ricerca della donna facile. A Santo Domingo una ragazza uscì nuda dalla doccia: “non ho potuto resistere” afferma lui. Nicola di anni ne ha 43. Ex finanziere, oggi avvocato. Solitamente non si separa mai dalla sua auto dove si sente “come in un acquario” protetto da tutto e da tutti. Con loro attraversiamo l’Europa.
Leila la hostess ci offre i suoi sorrisi come ricompensa alla nostra pazienza. Meglio di quella ragazza che all’autogrill appoggiava gli occhi al televisore, mentre il suo sguardo si spegneva verso l’infinito.

30-31 luglio - Tallinn

Tallinn (dal diario di Paolo)

Stiamo per finire la nostra permanenza a Tallinn una città che mi ha piacevolmente sorpreso. Lo squallore che ci si può aspettare da un posto che comunque ha fatto parte dell'Unione Sovietica fino al 1990 non è ormai più visibile. Il centro è bellissimo, sembra quello di Praga, con 7 euro si mangia nei ristorantini classici. Ieri sera appena arrivati abbiamo preso del pane nero con l'aglio, un piatto di carne di maiale con le patate e della birra spendendo 240 corone estoni (circa 15 euro).
Nel pomeriggio siamo andati a vedere cosa rimaneva di un centro per le regate dove si tennero le olimpiadi di Mosca nel 1980. Io ho messo i piedi a bagno nella fredda acqua del baltico ma nelle spiagge c'era molta gente. Poco dopo abbiamo visto un palazzo fatto costruire da Pietro il grande. La mattinata è trascorsa invece per le vie del centro tra librerie e banconote che abbiamo trovato un po' bruttine ma a prezzi convenienti (fior di stampa costano care anche qui). Fa caldissimo, circa 30 gradi, e diventa buio completo intorno alla mezzanotte per tornare chiaro verso le 4. Ci sono praticamente appena tre ore piene di buio per notte perché la punta di luce massima è a giugno.

31 luglio-1 agosto - Helsinki

Il grande corridore

“Mamma, siamo in Finlandia” “Tailandia??” “No, Finlandia, che Tailandia!!”. La mamma di Paolo ci figura 8000 chilometri più a sud-est, ma noi siamo di fronte alla bella Tallinn. La Dama Bianca, dove si nasconde il grande genio di Aki Kaurismaki, per noi è soprattutto Paavo Nurmi. Il grande fondista finlandese è dappertutto. Sulle vecchie banconote da 10 markka che ci portiamo via da un numismatico del centro, fissa nel vuoto verso il traguardo. Davanti al maestoso stadio olimpico, opera mirabile eretta in occasione dei giochi olimpici del 1952, corre verso la snella torre. Da lassù il cielo limpido illumina una città adagiata sull’acqua. Quell’acqua che per gran parte dell’anno porta solo umidità e ghiaccio, oggi luccica calda e accogliente. E’ l’inizio di agosto, ma l’ostello chiude, sta per iniziare la scuola e l’estate qui termina presto la sua funzione ristoratrice. L’ultima emozione a Helsinki è un’intervista con tanto di foto di cui ci onora un giornale locale.

2-4 agosto - San Pietroburgo

San Pietroburgo (dal diario di Paolo)

La vacanza va bene, mi aspettavo di trovare un paese meno decadente, più risollevato e invece in certi angoli fuori dal centro, se non fosse per le insegne colorate, sembra che il tempo si sia fermato... Ieri siamo stati in piazza Kirov, capo partito di S. Pietroburgo fatto fuori da Stalin nel 1934, sembrava di essere in una Latina socialista, torre decadente gigante con falce e martello, statua di Kirov di 16 metri, simboloni dell’Urss, macchine scassate, case popolari con portoni rotti. Sempre ieri abbiamo visitato Smolni dove c'è un bellissimo palazzo progettato da un architetto italiano, una volta era il quartiere dei pezzi grossi del regime, c' era una statuona del fondatore della CEKA/GEPEU/KGB Felix Dzrezinsky, un personaggio demoniaco che faceva paura solo a guardarlo, poi in un parco li vicino c'era un bel Lenin e il busto di Marx e di Engels. Mi sono molto divertito, macchine usate e rotte più che in Grecia, vecchi filobus che sferragliano, strade rotte, palazzoni orribili che fanno apparire alcune nostre periferie dei luoghi residenziali. Luca sta bene e senza il poco russo che sa non potremmo muoverci con facilità, comprare il biglietto del treno era impossibile e anche prendere quello della metropolitana non è stato facile. Abbiamo incontrato e fatto amicizia con un simpatico italiano di Genova, un signore di 43 anni, che va da solo in treno fino al lago Bajkal e con una simpatica coppia di ragazzi polacchi. Uno di questi mi ha un po' allarmato dicendomi che passare le frontiere via terra è un po' pesante e che bisogna stare attenti ai bagagli sui treni notturni e alla polizia che potrebbe spillarci dei soldi con delle scuse. L'Hermitage è bellissimo ma ultrastancante, lo abbiamo girato per tre ore: Picasso, Matisse, Rembrandt, Van Gogh, Leonardo da Vinci, Tiziano, le sale erano sfarzosissime. Oggi abbiamo visitato una moschea che è la copia di quella che si trova a Samarcanda, dove è sepolto Tamerlano, e poi il museo della storia politica della Russia con tutti i cimeli del caso.

5-8 agosto - Mosca

9 agosto - Minsk

Toccata e fuga

Darya è alta e sveglia. Iryna non conosce l’inglese ed è al traino dell’amica. Con loro, sul vagoncino panoramico della grande ruota, abbracciamo Minsk proprio verso la conclusione della nostra giornata nella capitale bielorussa. Abbiamo vagato tra le ampie ed eleganti Prospekt, accompagnati da imponenti edifici di regime. Chissà se anche Lee Oswald, che visse qui negli anni venti, provava il nostro stesso senso di impotenza di fronte a tanta magnificenza. Lui, un americano, negli anni della post-rivoluzione comunista. Il valore del rublo ci riporta ai nostri anni ottanta, quando 1000 lire significavano giornale e caffè. Immersi nei grandi saloni del museo patriottico, ci sorprendiamo a rimpiangere il poco tempo trascorso qui. Darya ci vorrebbe portare dappertutto ma la nostra fuga continua e il treno per Varsavia è già lì ad aspettarci. Addio, bella bielorussa!

10 agosto - Varsavia

12 agosto - Bucarest

Una città amica e malandata

Se un giorno rimanessi senza amici, verrei a Bucarest per ritessere le fila dei rapporti umani. In treno conosco Knut, solare ragazzo tedesco. Sta per intraprendere un viaggio nell’est della Romania con un gruppo locale. Alla stazione lo aspettano Ioni e Natasha. Passo per un suo amico e Ioni prende a cuore la mia causa. Il gruppo “Discover Romania” è aperto e posso seguirli fino a Iasi. Comunque passerò la giornata con loro. Si aggiungono altri ragazzi: Alexandra, Paul, Ilena, Dragos. Tra allegre scorribande in taxi, simpatici equivoci e una scampagnata al miglior parco della capitale, cominciamo a conoscerci. Mangiando i deliziosi Covrigi salta fuori che tutti sono allarmati dalla mia idea di raggiungere la Moldova. I vicini, si sa, sono sempre diffidenti. Dragos e la sua dolce ragazza mi scortano in stazione. Purtroppo ci dobbiamo salutare. Il cuore mi spingerebbe a seguirli, ma il tempo non me lo concede. Avrò modo di rimpiangere la mia scelta.

13-16 agosto - Chisinau, Orhei e Transnistria

La Moldova di Evgeni

Il professor Evgeni Ustimov sulle prime mi incute una certa forma di rispetto. Enorme, sembra occupare l’intero scompartimento. Giurista moldavo in trasferta per lavoro, mi scodella in pochi minuti tutta la storia del suo paese. Si addormenta protetto dalla T-shirt made in uk regalatagli dal figlio, mentre bofonchia qualcosa sui privilegi di esser stati, nel recente passato, cittadini sovietici.
Al mattino sono a casa sua per colazione. Larissa, la moglie, è preoccupata. Manca l’acqua e bisogna prelevarla con i secchi dall’autobotte. Al massimo dello sforzo, Evgeni paragona la sua Moldova all’Italia degli anni 50. Larissa intanto mi dà nell’ordine: tagliatelle con ketchup e salsicce, pasticcio di melanzane, formaggio, tartina con caviale e uva. La colazione è servita. In auto con Evgeni alla scoperta di Chisinau. Mi dice che sono quasi tutti russi e si sente. Con il suo sferragliante macinino ci tuffiamo alla ricerca di un ostello economico. L’avventura moldava è cominciata.

Una vita difficile

Si chiama Antonio e mi propone di dividere la camera. Lo guardo e rifiuto cortesemente. Quel tipo non mi piace, a pelle. E’ uno sbaglio veramente grossolano. Per quattro giorni saremo inseparabili compagni.
Antonio ha 37 anni portati assai male. Fa il muratore a Cesena e lì una ragazza lo aspetta. Parla in modo strano, con un forte accento campano e lo capisco poco. E’ venuto in Moldova per curarsi i denti malandati e per riuscire a pagare il conto, sembra scusarsi. Fuma e ha molto catarro. Parlando il suo stentato italiano spesso non trova la parola giusta. Mentre mangiamo mi racconta delle sue difficoltà nel masticare; mentre percorriamo le ampie strade di Chisinau mi confessa che suo padre lo picchiava. Ma Antonio è soprattutto simpatico, un bravo ragazzo che è stato molto sfortunato. Lui si è salvato. Ha sfiorato l’abisso di una vita da delinquente fuggendo al nord in cerca di lavoro. E’ una di quelle persone che è difficile incontrare nel corso della mia vita da privilegiato. Antonio però ha un cuore grande, è la sua ricchezza e non ha paura di dividerla con me.

In gita con Antonio

Avevo letto molto su Orhei. Il più interessante monastero moldavo meritava sicuramente una visita. Antonio e io raggiungiamo il Bazar immersi nel frastuono di mille volatili. Con le penne ancora addosso saliamo sul bus che ci lascerà all’incrocio. Adesso ne aspettiamo un altro. E’ strapieno, dobbiamo spingere per salire. C’è troppo peso, dobbiamo spingere per farlo partire. Vomitando tutta la sua ira, il bestione si muove e tra volatili in libertà, sacchetti di sementi che si rovesciano, schiamazzi e una strada a pezzi, arriviamo al capolinea. La sagoma del monastero è ancora molto lontana sotto questo sole. A volte Antonio mi guarda stupito, incredulo di essere stato trascinato fin lì. Siamo fuori dal mondo e lui ha un po’ di timore per questo luogo straniero. Un piccolo chiosco. A gestirlo due bambine di 8 anni. Si atteggiano a donne consumate e ci propongono il loro succo di ciliegie. Il monastero è affascinante, ma decrepito. Nemmeno i tre monaci superstiti si spiegano come abbiano fatto a resistere. Ma noi ricorderemo soprattutto la strada percorsa per raggiungerlo. Ci laviamo a un pozzo pubblico e accompagnati da mucche, cavalli e carretti cerchiamo di riprendere la macchina del tempo.

Indietro nel tempo

Quando nell’agosto 1991 un colpo di stato cercò di riportare le lancette dell’Unione Sovietica indietro nel tempo, il grande paese reagì decisamente. Un unico piccolo territorio pare invece aver accettato quel triste destino, la Transnistria. Uno spicchio di Moldova che parla russo e che si è autoproclamato indipendente. Il suo rublo si porta dietro una valigia di zeri e le statue di Lenin fanno bella mostra nelle città. Sembra un Luna Park del socialismo. Anche la burocrazia è quella dell’epoca. Le frontiere non sono riconosciute ma se si entra nel suo territorio bisogna registrarsi all’Ovir. Purtroppo la lunga coda e il caos assoluto mi impedisce di adempiere al mio dovere. Mi rendo conto che c’è una città per la quale la registrazione non è richiesta. Allora fingo di essere stato solo lì. Alla frontiera il controllo. Mi si dice che dovevo registrarmi e adesso devo pagare una forte multa. A conferma di quanto dicono mi si mostra un papiro in inglese che però afferma quanto sostengo io. Non c’è modo di convincerli, ma rifiuto di pagare. Il bus fuori dalla casupola mostra impazienza. Dentro trattiamo e la mia liberazione alla fine varrà un misero dollaro americano.

18 agosto - Budapest

19-20 agosto - Sarajevo

Dal diario di Francesco a Sarajevo

Entrando in Sarajevo la storia scorre a ritroso: i casermoni delle periferie socialiste precedono gli eleganti palazzi mitteleuropei, e questi i minareti e le vie acciottolate del quartiere ottomano. Mi piacciono le città in cui la stratificazione è nettamente definita: sono più facili da capire.
Le bombe, però, quelle hanno colpito senza fare distinzioni. Impressionano soprattutto le granate, la cui impronta ti compare improvvisa sotto i piedi. Alcune le hanno riempite con asfalto colorato in rosso e, per chi la guerra l'ha vista solo alla televisione, sono le più impressionanti. E poi ci sono i cimiteri, grandi chiazze di lapidi bianche nel panorama di questa città appoggiata sui fianchi di un'ampia e bella valle. Trasmettono un senso di inquietudine e ti ricordano che proprio lì, sulle colline dei giochi olimpici invernali del 1984, stavano in agguato gli assedianti.

21-22 agosto - Mostar

Il ponte dei sospiri

Un applauso riscalda la serata. Dalla terrazza del nostro ristorante possiamo vedere il popolo di Mostar in festa. L’arco inferiore del glorioso ponte sulla Neretva è terminato. La ricostruzione del simbolo cittadino procede rapidamente. Mi vengono alla mente le immagini di sei anni prima quando l’attraversamento era garantito da un ponte tibetano e il fiume faceva ancora tesoro dei resti della guerra. Oggi il capoluogo dell’Erzegovina si mostra attivo, ma ancora colmo di diffidenza. Kemal confessa di aver perso tutti gli amici cristiani, lui li chiama “cattivi”. Suo padre Omar, un panteista ormai libero dalla schiavitù delle donne, ci dice che la nuova chiesa è stata costruita su un terreno franoso, non supererà l’esame del tempo e un ghigno traspare dalle sue parole. Noi preferiamo la parte islamica dove è piacevole perdersi tra le case turche e qualche tazza di tè. Una sera, fra qualche tempo, dalla stessa terrazza di quella sera, qualcuno potrà udire un altro boato, più potente. Il ponte allora sarà tornato a vivere e a cercare di unire questo luogo bello e maledetto.

Consigli

Viaggiare

All'epoca del viaggio erano tre gli stati per cui era necessario ottenere un visto: la Russia, la Bielorussia e la Moldova. Il più complicato e oneroso è quello russo, per il quale occorre procurarsi un'assicurazione e un invito. Anche per la Bielorussia è necessario un invito, a meno che non si opti per il transito. Il visto per la Moldova oggi non è più necessario e si può transitare con il semplice passaporto. Riguardo alla repubblica della Transnistria, non occorre un visto, ma bisognerebbe registrarsi all'Ovir, anche per permanenze di poche ore. Senza i documenti a posto, si può essere sempre soggetti a qualche alleggerimento del portafogli ai valichi doganali.

Il viaggio in autobus fino in Estonia è lungo e stancante, ma si nota il progressivo cambiamento di paesaggio e a un certo punto ci si abitua alla vita itinerante. In Russia viaggiare in treno è estremamente piacevole e anche economico. L'unico problema potrebbe essere quello di procurarsi i biglietti, ma sempre più casse hanno personale che capisce un po' di inglese. Optate per la categoria kupè, con scompartimenti da 4 posti. I prezzi sono diversi da treno a treno, quindi chiedete in anticipo. Tra l'ex blocco sovietico e l'europa orientale cambia lo scartamento dei binari e sarete costretti a lunghe attese. E' piacevole scendere a osservare i lavori in quanto i vagoni vengono issati sopra nuovi carrelli della larghezza giusta per la linea che starete per affrontare. Una cosa da tenere a mente è che se avete intenzione di fare andata e ritorno su una stessa tratta, a volte (es. Budapest-Bucarest) il biglietto dell'andata è sufficiente anche per il ritorno. A Budapest la stazione di Keleti è rimasta ferma alla preistoria e procurarsi un biglietto può risultare molto lungo, con code anche di ore. Cercate di rivolgervi all'agenzia di viaggio in stazione piuttosto che in biglietteria.

Visitare

TALLINN: ovviamente girerete la città vecchia in lungo e in largo, ma non mancate di dare un'occhiata a Pirita, il quartiere portuale a est della città, sede di alcune gare olimpiche nel 1980
HELSINKI: non tralascerei lo stadio delle olimpiadi del 1952. Potete salire sulla torre e da lì avrete un'idea precisa della città. E' stato piacevole anche fare un giro con il tram che effettua un percorso circolare per la città e soprattutto non perdetevi la zona dello jugendstil, il modernismo nordico.
SAN PIETROBURGO: cosa dire dell'Hermitage? Che è troppo grande! Noi lo abbiamo percorso a passo di marcia, estasiati dalle sale, molto meno dalle opere d'arte.
MOSCA: anche se meno appariscente di San Pietroburgo, è secondo me più interessante e vivace. Per una vista dall'alto potete scegliere la ruota del Gorki Park, la torre di Ostankino o il palazzo dell'Università a sud (pagando qualcosa si sale!). Interessante il complesso propagandistico del VDNKh, mentre non perdetevi la visita ad alcune stazioni della metropolitana, segnatamente quelle della linea circolare. Noi non abbiamo visitato il Cremlino perché quell'estate vigeva uno strano regime per cui era impossibile procurarsi normali biglietti e la guida era obbligatoria: i costi diventavano insopportabili. Un ultimo consiglio riguarda il parco delle statue, proprio a nord di Gorki Park: potrete farvi le foto accanto al vostro dittatore preferito!
MINSK: non sottovalutate questa città che non vi deluderà. Particolarmente interessanti alcuni palazzi del centro e il museo della guerra patriottica che potrebbe assorbirvi intense ore di visita. Per una vista dall'alto la ruota del luna park.
MOLDOVA: il viaggio verso il monastero di Orhei è stato affascinante, ma il sito in sé non è valso l'escursione. Più interessante la Transnistria, per poter dire di essere transitati in uno stato-non stato, nel limbo dei territori non riconosciuti.
SARAJEVO: interessante il museo del tunnel, per non dimenticarsi della terribile guerra balcanica; salite anche al cimitero dal quale potrete avere belle viste del quartiere turco.

Dormire

Non ci sono posti che mi sento di consigliare in modo particolare, visto anche l'esiguo numero di notti passato in hotel. La sistemazione di Helsinki è stata più che decorosa, ma il prezzo risultava comunque alto. In Bosnia e Croazia non avrete difficoltà a trovare un appartamento in affitto da una signora.

Mangiare

Anche in tema di cibo non mi sento di dare grandi consigli. In genere in Russia si mangia bene, ma i prezzi dei ristoranti sono piuttosto alti. Provate la cucina georgiana, ricca di verdure e di piatti sfiziosi. A Mosca ci sono molti baracchini e tra i migliori segnalo i Kroshka Kartoshka che offrono abbondanza di carne e patate. Se siete di passaggio come me, non mancate gli sfizi a base di pane alla stazione Keleti (o sotto il tunnel) di Budapest e i covrigi, trecce salate, che si trovano dappertutto a Bucarest. In Bosnia è d'obbligo il burek, una sostanziosa torta salata con formaggio o carne che si può consumare come spuntino a anche come piatto principale.

Comprare

Onnipresenti i mercatini, soprattutto in Russia. Potrete trovare diversi gadget, soprattutto spille, banconote e cimeli del comunismo.