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New York è forse quanto di più vicino ci sia al centro del mondo. La grande mela è uno straordinario museo a cielo aperto dell'architettura urbana del novecento. Le mille luci che potrete vedere dalla cima dell'Empire sono paragonabili solo a quelle della baia di Hong Kong.
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consiglio di Patrick Tuninetti e Stefano Sivieri - febbraio 2010
Prezzi: 20 dollari per salire fino alla terrazza panoramica (all’aperto) dell’86° piano; 35 dollari per andare fino al 102° piano (al chiuso), sito dentro la cupola.
La terrazza è ora divisa in sei settori a ciascuno dei quali corrisponde una presentazione che si può ascoltare da una cuffia che vi consegneranno alla biglietteria. E' fatta in perfetto italiano, da una speaker che illustra la città e ne spiega la stoiria. Il commento è talmente ben fatto e così avvincente che non si può fare a meno di ascoltare in religioso silenzio, riuscendo a capire moltissimo del fenomeno NYC. E' consigliabile fare questa visita come prima cosa, propedeutica alle successive. (Stefano Sivieri)
Preparatevi ad almeno 2 ore di attesa! La Lonely Planet consiglia, per evitare la coda, di acquistare i biglietti on line e di presentarsi così direttamente alla biglietteria. Noi abbiamo seguito il consiglio ma ci hanno comunque obbligato a fare la coda, non se ne è capito il motivo (oltre al fatto che tutti devono passare al controllo tipo aeroporto del metal detector!). Se volete provare a prendere i biglietti on line magari sarete più fortunati! La città dall’alto merita davvero ed è incantevole sia di giorno sia di notte. L’ideale potrebbe essere salire un'ora prima del tramonto e fermarsi fino a quando la città è illuminata solo più dalle luci artificiali! Direi invece che la vista dal 102° non vale i 15 dollari in più.
ATTENZIONE: se avete deciso di salire di notte, evitate di farlo durante i giorni festivi! Essendo la presenza di uffici predominante, NY la domenica sera è quasi tutta buia e lo spettacolo notturno risulta molto meno affascinante! (Patrick Tuninetti)
consiglio di Patrick Tuninetti - gennaio 2009
Prezzo: $18
La salita sul grattacielo più alto (70 piani) del Rockefeller Center è consigliatissima. Rispetto all’Empire ha alcuni vantaggi: 1) si vede l’Empire! che è proprio di fronte! 2) si osserva meglio il catino verde di Central Park, che dall’Empire è parzialmente oscurato proprio dal Top! 3) ha 3 piani di osservazione all’aperto, dal 68° al 70° (quest’ultimo coincide con il tetto a terrazza) 4) l’ascensore, più moderno, e da brividi. Svantaggi: 1) è più basso dell’Empire 2) Il Chrysler è parzialmente coperto. Il consiglio è di abbinarlo alla visita dell'Empire. Maggiori informazioni sul sito www.topoftherocknyc.com.
consiglio di Anna di Bella - gennaio 2010
Da Gansevoort Street alla 20th Street
Andate a fare una passeggiata sulla nuova autostrada verde; è una passeggiata suggestiva perché dà la sensazione di campagna anche se sei circondato da grattacieli e senti i clacson delle auto che scorazzano sotto. Maggiori informazioni sul sito www.thehighline.org.
consiglio di Stefano Sivieri - febbraio 2010
79 Street And Central Park West - tel. (212) 769-5100 - Orario: 10-17.45 - Prezzo: $16, $9 (2-12 anni)
Il Museo di Storia Naturale è stupendo! Occorre avere tempo (quasi una giornata intera) e gambe! Si articola su quattro piani e si sviluppa in mille sale, quasi un labirinto. In particolare è da vedere assolutamente la proiezione sul planetario che illustra in modo entusiasmante la storia della nascita dell'universo. Spiegando anche, per chi conosce l'inglese, il big bang, la fusione nucleare che fa vivere le stelle, la nascita delle supernova e il mistero dei buchi neri. Bellissimo. Dura mezz'ora e i biglietti si comperano al botteghino. Per chi ha comperato il CITY PASS è gratuito. Maggiori informazioni sul sito www.amnh.org.
consiglio di Francesco Pallante - agosto 2007
Chi si reca a New York, specialmente se è la prima volta, difficilmente troverà il tempo per allontanarsi da Manhattan. E, tuttavia, almeno una puntata di mezza giornata a Coney Island merita senz'altro di essere messa in programma. Coney Island è una piccola penisola posta all'estremità meridionale di Brooklyn raggiungibile comodamente in metropolitana. Un'idea potrebbe essere quella di lasciare Manhattan percorrendo a piedi il celeberrimo ponte di Brooklyn, fare due passi nelle zone immediatamente limitrofe al ponte e poi prendere la linea F della metropolitana verso Coney Island. La linea F attraversa tutta la parte meridionale di Brooklyn passando in superficie, così ci si può fare almeno un'impressione di questa zona di New York osservando il paesaggio dal finestrino. Una volta giunti a Coney Island rimarrete affascinanti dall'atmosfera decadente di quello che fino agli anni Trenta era il parco di dovertimenti della città, il luogo dove la domenica si riversavano in massa i lavoratori, in gran parte immigrati, da tutte le zone di New York. Non mancate di fare una passeggiata sul pontile che corre lungo la spiaggia, godendovi lo spettacolo dei newyorkesi in libera uscita. Infine, non perdetevi Nathan's Famous, uno dei più antichi locali della città: i suoi hamburger, i suoi hot dog e le sue patatine sono degni di costituire la canonica eccezione alla saggia regola che vi terrà lontani dalla cucina americana per il resto del viaggio. Esiste anche il sito www.coneyisland.com da consultare.
Per una soluzione d'alloggio diversa dalgi alberghi si può sempre pensare a un appartamento per vacanza. Si possono trovare su siti come Wimdu case vacanze a Mahnattan, Brooklyn e altre zone di New York. Oltre che passare la propria vacanza in un autentico appartamento newyorkese si avrà anche la possibilità di mangiare "a casa" quando si vuole e risparmiare sui pasti.
consiglio di Francesco Ciabattoni - settembre 2009
36 West 106th Street, New York, NY 10025 - tel. (212) 932-1600 - Prezzi: da $25 per una camerata da 12 persone fino a $100 per una doppia
E' una soluzione molto economica, sul lato nord ovest del Central Park. Come si può vedere 'brausando' il sito www.jazzhostels.com, si può spendere anche sotto i 30-40 dollari. Il posto è sostanzialmente pulito e confortevole, ma le camere sono molto piccole. Ricordatevi che dopo tutto state dormendo a New York per una cifra veramente abbordabile.
consiglio di Stefano Sivieri - aprile 2010
301 Park Avenue, New York, NY 10022 - tel. (212) 355-3000 - Prezzi: minimo $259 per una doppia
La gente, anche i parenti, non fanno altro che metter in evidenza i miei difetti: dicono che sono permaloso, distratto, superficiale, distaccato, pigro…e tanti altri che non me li ricordo nemmeno tutti.
Magari è anche vero, magari non sempre. Ma la mia grande soddisfazione è che nessuno ha mai notato il mio difetto più importante, quello che è evidentissimo anche a me stesso e del quale, tuttavia, sono fiero: io sono abi-tu-di-na-rio! Mi piace fare le stesse cose, compiere gli stessi riti, andare negli stessi posti in cui mi sono trovato bene. E se mi sono trovato bene più volte, perché cambiare? Va bene il gusto per l’avventura, ma non sempre vale la pena di rischiare, quando in ballo c’è la comodità, il divertimento o la sicurezza.
Lo so che a causa di questo mio atteggiamento mi sono perso (forse) un sacco di cose, ma a me va bene così. D’altro canto l’ho detto: sono abitudinario e non ho intenzione di cambiare adesso. Dunque, essendo abitudinario, se nei miei viaggi ritorno in un posto (e ritorno spesso nei posti che mi sono piaciuti, perché sono abitudinario) vado a pranzo negli stessi posti, vado a vedere gli stessi musei e, soprattutto, alloggio negli stessi alberghi.
A New York, mi piace andare solo al Waldorf Astoria. Non parlatemi di altro!
Il Waldorf Astoria è un posto bellissimo, lussuosissimo e carissimo, dove il personale è così gentile e servile che mette anche un po’ in imbarazzo, come quando vai in certi negozi a Trieste dove invece di dirti “prego, cosa desidera” ti dicono “comandi!” con l’accento sulla “a”. Che ti sembra di essere in trincea.
Però, il Waldorf Astoria è un posto incantevole, proprio nel cuore di Manhattan.
Si trova sulla Park Avenue, a pochi metri da tutto: in cinque minuti a piedi si raggiunge la Grand Station, in dieci il Central Park, in trenta secondi la V strada. E poi il MoMA, il Guggenheim, Times Square, il Rockefeller Center e l’Empire. Tutto lì, a portata di mano, senza doversi preoccupare troppo. Se qualcosa è troppo lontano, state certi che il Bell Captain farà di tutto per portarvelo più vicino, magari addirittura in camera.
Il Waldorf Astoria ha due ingressi: quello principale è sulla Park Avenue, l’altro sulla Lexinton. All’ingresso, appena state per entrare, sentirete una strana musichetta, come un suono di flauto tipo Inti Illimani: è l’aria che esce dall’interno, per differenza di pressione e si infila negli interstizi delle porte girevoli come la bora si infila tra le strade di Lussino. E’ la stessa differenza di pressione che potrebbe rendere difficoltoso l’ingresso attraverso la porta girevole. Ma un valletto palestrato e molto, molto forte, vi apre un varco con un sorriso smagliante e, come per miracolo, voi siete dentro.
Nell’atrio c’è sempre, dico sempre, una folla da foyer di teatro. Modelle da infarto che se ne vanno su e giù (tutti i giorni c’è una sfilata o un servizio fotografico di moda) elastiche e ancheggianti, giovani manager con cartellino appeso al collo, uomini di affari con la valigetta e turisti più o meno imbranati che si guardano intorno, indecisi se soffermarsi sui cristalli di Boemia dei lampadari o sui glutei delle modelle. I turisti si riconoscono subito dagli altri: non hanno in mano il bicchiere del caffè. Tutti gli altri ce l’hanno. Secondo me fa parte dell’abbigliamento e sicuramente esiste una normativa ISO che prescrive come bisogna tenerlo, come e di cosa riempirlo e quando è opportuno versarsi il contenuto addosso e quando no.
Tutto il mondo all’interno della lobby del Waldorf Astoria si muove in un silenzio irreale. Moquette a pelo medio/alto e tappeti di pregio assorbono il brusio della moltitudine.
Il salone d’ingresso è davvero imponente per dimensione e stile. Il banco della reception offre una ventina di posizioni di lavoro e l’attesa per essere serviti è sempre minima. Nella hall si trovano un ristorante e un bar. Al mattino servono colazioni esagerate a condizioni economiche sostenibili solo da alcuni petrolieri. Dietro il banco della reception, un ufficio postale e diverse agenzie per l’affitto auto.
Esattamente in mezzo al salone è stato piazzato un totem imponente e un tantino kitch: è un orologio di squisita fattura, che certamente è più vecchio del locale stesso. Sotto questo orologio si danno appuntamento le persone, come si faceva una volta con la nave di Porta Nuova. In cima al totem una bella riproduzione della statua della libertà. Qualcuno dice che è oro. Io non credo.
Luci soffuse, ottimamente disposte e diversi salottini in pelle fanno si che il posto sia anche uno squisito salotto, dove si può passare il tempo a leggere o chiacchierare con gli amici. La Security, se c’è, non si nota mai. Splendidi negozi di preziosi, moda e arte, si aprono sul salone.
Da ciascuno dei due estremi del salone si sale ai piani. Una delle cose più belle dell’albergo sono proprio le porte degli ascensori. Quelle del piano terra sono in acciaio satinato, finemente lavorato con disegni di stile liberty impreziositi da inserti in materiali diversi. Veramente splendide.
Le stanze sono ricche e piene di comfort, come si conviene. I bagni molto belli, ma un po’ decadenti, dove non tutto funziona sempre a dovere. La dotazione di saponi è veramente eccellente e non si può certo resistere alla tentazione di farne razzia. La mancanza del bidet è oramai proverbiale. Non ho mai fatto tante docce in vita mia! Sulla scrivania, un collegamento via cavo alla rete internet, efficace e velocissimo, ma purtroppo terribilmente caro: 13,00 USD il giorno.
Per quanto riguarda le stanze, l’albergo è diviso in due parti distinte: l’albergo diciamo “normale” e le Towers. Le stanze nelle Towers sono, se possibile, più lussuose e molte di queste posseggono terrazze dalle quali si possono gustare panorami veramente mozzafiato su Manhattan. Andate a farvi un tour (virtuale, se non potete fare di più) ne vale assolutamente la pena.
Al Waldorf Astoria si può anche mangiare. Oltre alle colazioni che si possono fare al PEACOCK ALLEY RESTAURANT, il locale nella Hall, attraverso un passaggio interno si entra da Oscar’s, grande e bel ristorante dedicato solamente alle prime colazioni, servizio mai compreso nel prezzo della stanza. Una colazione continentale, di quelle che poi richiedono un paio di compresse di Maloox, batte dai 40,00 ai 60,00 USD.
Per la cena (ma anche per il pranzo) si può andare da BULL & BEAR nel basement dell’Hotel, dove ho mangiato la bistecca più entusiasmante della mia vita, che non mi è rimasta indigesta nemmeno dopo aver saputo che l’avrei pagata più di 100,00 USD.
Ecco, questo è il mio albergo, quando vado a NY. Per un certo verso spero mi capiti più spesso, in futuro. Così come spero che l’Euro “tenga” sul dollaro, in modo da minimizzare il gap di costi rispetto alla nostra vecchia Europa. Certo è che quando me ne vado via è sempre una tristezza. L’ultima volta poi, all’aeroporto, per ragioni di sicurezza mi hanno fatto togliere anche le bretelle, la protesi e gli occhiali.
Ma non mi hanno guardato in tasca.
Per fortuna! Ci avrebbero trovato quattro saponi formato famiglia e tre creme da bagno con tanto di etichetta Waldorf Astoria.
Un alibi? Sì, erano certamente comprese nel prezzo.
Informazioni e prenotazioni per il Waldorf Astoria.
consiglio di Patrick Tuninetti - gennaio 2009
99 Meserole Avenue, all’angolo con Manhattan Avenue - tel. (718) 389-3700; (212) 912-2260 - Doppia senza bagno ma con colazione: 61 dollari
L'ostello è ubicato a Greenpoint, nella zona nord occidentale del quartiere di Brooklyn, quasi al confine con il Queens. La colazione si effettua in caffetteria a due isolati dall’ostello; è classica all’americana e si può scegliere tra 5 o 6 menu il cui prezzo varia tra i 4 e i 6 dollari, ma qualunque sia la scelta, è sempre tutto compreso nel buono che dà l’ostello.
Aspetti negativi: le camere sono senza bagno e senza lavandino. Il numero di servizi è irrisorio rispetto al numero delle stanze ma comunque sono sempre stati puliti.
Aspetti positivi: sicuramente il prezzo. Inoltre dormire a Brooklyn permette di conoscere un po’ anche questo interessante quartiere, che difficilmente, dormendo a Manhattan, si avrebbe voglia (e tempo) di venire a visitare. La zona in cui si trova l’ostello è abitata prevalentemente da polacchi (lo rivelano le numerose insegne dei negozi), è ricca di locali carini ed economici in cui mangiare, e da qui si può godere una bella vista sui grattacieli di Manhattan, Chrysler (lo si vede dall’ostello) ed Empire inclusi!
Trasporti: l’ostello è a metà strada tra 2 fermate della linea G della subway, che però è risultata essere la peggior linea della metro newyorkese in quanto a tempi d’attesa; per andare a Manhattan, ci sono 2 opzioni: linea G più linea 7 (ferma al Grand terminal center) oppure bus 61b, direzione Bradford street e linea L della metro (più affidabile) che vi fermerà a Union square. Prenotate sul sito www.ymcanyc.org.
consiglio di Anna di Bella - gennaio 2010
149, Sullivan Street - Tel. (212) 6774555 - Orario: 11-23
Se state a Soho, andate a mangiare al ristorante italiano “pepe rosso to go” e fatevi fare la pasta all'italiana senza panna e non all'americana. Fanno dei piatti buonissimi italiani, caldi, espressi in un piccolo ristorante che ha fatto storia, in un quartiere a prevalenza di hot-dog e caro. Hanno una catena con altri due ristoranti: pepe verde e giallo. Il tiramisù è più buono di quello di mia mamma! Maggiori informazioni sul sito www.peperossotogo.com.
consiglio di Anna di Bella - gennaio 2010
203, East 10th Street - Tel. (212) 995-9511 - Orario: Gi-Do 15-22.45
Non è da perdere il pudding al cioccolato o altro dolce che in questo piccolo buchetto possono essere assaporati per pochi dollari, In verità i negozi sono 2, uno lo di fronte all'altro. Il primo è più “in”, fanno i dolci espressi al momento, mentre l'altro abbordabile dove ti prendi il pudding a portar via, fantastico! Poi da lì vai nel quartiere alfabetic (lo chiamano cosi perché le strade sono lettere e non numeri), carino perché molto vivo e pieno di locali o fai una passeggiata nella zona. Maggiori informazioni sul sito www.chikalicious.com.
consiglio di Anna di Bella - gennaio 2010
328, Lenox Ave - Tel. (212) 996-2669 - Orario: Lu-Sa 8-22.30; Do 11-20
Andate a mangiare "alla Fonzie": piatti degli immigrati dell'America del Sud, è un'esperienza. Mangiate al bancone, c'è un cameriere che parla anche italiano perché ha vissuto in Italia. Si mangia da Dio, piatti fantastici! Non fatevi mancare il “pudding alla banana". Andateci per pranzo e non per cena perché la sera è relativamente pericoloso. Avrete la sensazione di stare in un film, tutto è autentico ancora. Al Sylvia’s restaurant suonavano i migliori jazzisti degli anni '60 e ancora adesso è un ritrovo di novità. Maggiori informazioni sul sito www.sylviasrestaurant.com.
consiglio di Francesco Pallante - agosto 2007
1310 Surf Avenue, Brooklyn - Tel. (718) 946 22028206 - Orario: 8-1 - Prezzo: 10 dollari
Nathan's Famous è una catena di fast-food. Il negozio consigliato si trova a Coney Island, ed è stato il primo a venire aperto, nel 1916. Per pochi dollari potrete soddisfare la vostra voglia di hamburger, hot dog (la specialità della casa, a 2,95 dollari) e patatine con ketchup (2,99 dollari la confezione grande), bevendo un'esagerata quantità di coca-cola. D'estate è senz'altro preferibile mangiare all'aperto, sui tavolini tondi di cemento, dopo aver preso cibo e bevande al bancone affacciato sulla strada. Maggiori informazioni sul sito www.nathansfamous.com.
consiglio di Stefano Sivieri - marzo 2001
131 W 3rd St - New York, NY 10012 - tel. (212) 475-8592 - Orari: lu-gio 18-24; ve-sa 18-3; do 11-24 - Prezzi: da $15 secondo sistemazione e consumazione
Il fascino del jazz coniugato con il piacere di poter salire sul palco e suonare voi stessi (essendone capaci). La possibilità di assistere alle performance di veri miti della musica internazionale che suonano/cantano a pochi centimetri da voi. E poi, a fine serata, vi viene offerto il CD della serata stessa. Woody Allen passa spesso da lì, per una suonatina con il suo clarinetto. Si può anche cenare e il cibo non è male, anche se nella migliore tradizione yankee. Per me, una serata lì, vale il viaggio. Maggiori informazioni consultando il sito www.bluenotejazz.com. Prenotare è praticamente obbligatorio.
consiglio di Anna di Bella - gennaio 2010
Ponte di Brooklyn
Visitate il quartiere DUMBO (Down Under the Manhattan Bridge Overpass) sotto il ponte di Brooklyn, quartiere dove vive il fermento giovanile, pieno di locali e di attività. Soho e DUMBO sono simili sotto alcuni aspetti - entrambi furono quartieri prevalentemente industriali, dove i ciottoli delle strade e gli edifici storici trasudano del Vecchio Mondo. Ma mentre Soho ha venduto la sua anima al diavolo e in gran parte è un circo per turisti, DUMBO mantiene le sue caratteristiche originarie. Vecchie fabbriche e capannoni ospitano loft, ristoranti, bar e gastronomie dove si riforniscono giovani famiglie e geni del computer e del design. Diversamente da Soho gli artisti sono rimasti a DUMBO. Maggiori informazioni consultando il sito www.southbrooklyn.net.