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Guida di viaggio di Bangkok (Thailandia)

Bangkok, il cui nome originale è il nome più lungo del mondo riferito ad una località geografica, è la capitale della Thailandia, fusione quasi perfetta fra oriente tradizionale e modernità occidentale. Lasciatevi coinvolgere dal suo frastuono, assaporate l'ottima cucina e godetevi le escursioni su fiumi e canali.

  • Coordinate: 13°45'N - 100°29'E
  • Altitudine: 20 m
  • T°min/max - gennaio: 21° - 32° | attuali condizioni climatiche
  • T°min/max - luglio: 25° - 32,7°
  • Pioggia gennaio: 1gg - 9mm
  • Pioggia luglio: 13gg - 155mm
  • Abitanti: 6.593.000 (2005)
  • Superficie: 1.569 kmq
  • Densità: 4.202 ab/kmq

Viaggiare a Bangkok

Muoversi in città

Suggerimenti sui mezzi di trasporto nella capitale thailandese

consigli di Andrea Bicini - agosto 2011

L'aeroporto internazionale di Suvarnabhumi, inaugurato nel 2006, rappresenta lo scalo quasi obbligatorio quando si arriva dall’Italia - fatta eccezione per alcuni voli diretti a Phuket. Si tratta di una struttura efficiente e moderna collegata con la città con numerosi taxi e da una doppia linea ferroviaria (in genere si raggiunge Bangkok in 30-40 minuti - traffico permettendo).

Per i taxi è buona norma far azionare il tassametro (taxi meter) evitando contrattazioni sul prezzo; il pedaggio autostradale deve essere pagato dal passeggero; i taxi in partenza dal terminal aeroportuale prevedono una maggiorazione di 50 baht.

Scosigliabili sono i famosi Tuk Tuk che generalmente sono più cari dei taxi; possono risultare convenienti in caso di traffico contrattando un prezzo che sia pari a quello precedentemente pagato in taxi con il meter in un momento di poco traffico, ma caldo e smog possono rendere l'esperienza poco piacevole.

Fra i mezzi pubblici presenti a Bangkok comodi, rapidi, efficenti, moderni e non cari sono lo Skytrain - BTS (treno metropolitano esterno con 2 linee che attraversano in direzione est-ovest e nord-sud le principali aree di Bangkok) e l’MRT (linea unica di metro che in diverse stazioni si unisce alla BTS).

Lungo il fiume che si snoda dentro Bangkok (il Chao Phraya) viagiano i vaporetti del Chao Phraya Express e le long tail boat. Sia il fiume che i numerosi canali che si dipartono e confluiscono in esso sono un modo alternativo e rilassante per muoversi in città. Unico consiglio: non lasciarsi incantare da chi affitta le imbarcazioni locali per farsi portare in un fatiscente mercato galleggiante o in un inesistente allevamento di coccodrilli.

Da Bangkok partono anche numerosi treni diretti nelle diverse provincie della Thailandia. La stazione centrale si trova poco lontano da China Town, in Hua-lumpong, capolinea dell'MRT. Il treno è sicuramente il mezzo più economico per spostarsi all'interno della Thailandia, soprattutto utilizzando la oramai inesistente in Italia 3^ classe.

Gli autobus sono economici e costituiscono una fitta rete urbana di collegamento da un punto all'altro della città; sfortunatamente quasi nessun autista parla inglese e le destinazioni sono solitamente scritte in tailandese.

Per brevi spostamenti i tailandesi amano utilizzare i moto-taxi presenti a ogni angolo di strada e riconoscibili dai gilet colorati che indossa l'autista: unica raccomandazione è di indossare il casco, domandare in anticipo il prezzo e pregare di non avere un incidente visto che nessuna assicurazione internazionale sugli infortuni copre in caso di incidente con uno di questi veicoli.

I canali di Bangkok

consiglio di Paolo Euron - settembre 2009
Durata: 30 minuti

Chi desidera attraversare Bangkok longitudinalmente viaacqua, può farlo seguendo il Khlong Saen Saep. Non è un itinerario turistico e non è una passeggiata: già è difficile trovare i moli di imbarco. Si tratta di un canale (khlong) stretto e incassato tra le abitazioni, di acqua nera e maleodorante tanto che conviene fare come i thailandesi: coprirsi con un giornale per evitare di ricevere spruzzi addosso, e non farsi mai venire in mente che la sottile, velocissima imbarcazione possa rovesciarsi. Sarete in grado di percorrere in quindici minuti un tragitto che, nei momenti di maggior traffico, richiederebbe almeno un paio d'ore.
L'imbarcazione è una lancia a motore lunga una decina di metri e stretta poco più di due. Non c'è corridoio ma solo panche di legno poste trasversalmente per cui si può salire e scendere solo lateralmente quando la lancia costeggia la banchina. Due bigliettai camminano sul bordo esterno reggendosi a delle corde e riscuotendo il prezzo da ogni passeggero. Indossano una tuta scura e un elmetto (capirete perché). Voi sedete sulla panca sotto il livello dell'acqua. Quando la lancia accelera due ali di acqua lurida si sollevano ai lati, ben sopra i bordi dell'imbarcazione. Ci sono delle cortine di plastica che si possono alzare per ripararsi dagli spruzzi, ma se possibile non fatelo, perché perdereste la visuale. Quando la vostra lancia ne incrocia un'altra in senso contrario, entrambe diminuiscono la velocità, perché il khlong è stretto solo pochi metri, e comunque le onde fanno beccheggiare le due imbarcazioni, ed è qui che occorre non pensare a cosa accadrebbe se mai la vostra barca si rovesciasse.

Ai due lati del khlong vedrete mura, balconi di abitazioni vecchie di appena qualche decennio ma che sembrano appartenere ad un'altra epoca, con i condizionatori enormi che occupano l'intero balcone; banchi del mercato stretti l'uno accanto all'altro; vicoli e passerelle in legno; in alcune zone vedrete delle povere case in legno con le pentole e l'attrezzatura da cucina sul balcone, lo spazio interno completamente aperto ed esposto alla vista, con la gente che mangia, gioca, dorme, con la televisione accesa in un luogo che non è la stanza, non è il cortile, non è la strada ma è un po' di tutto questo messo assieme. Questi quartieri di abitazioni povere stanno scomparendo per lasciare il terreno a centri commerciali e banche, ma dove ancora resistono il contrasto è enorme. Dietro alle baracche si intravede la sagoma dei grattacieli, torri di vetro e metallo di un mondo più distante della luna. Dietro, visibili solo dall'acqua, questi luoghi che mischiano in modo per noi tanto strano lo spazio interno con quello esterno, la casa con la città. E' difficile segnare su una carta questi luoghi, è come se esistessero soltanto nel tracciato rapidissimo che compie la lancia su quel canale melmoso. E' una topografia strana, che si sovrappone solo parzialmente a quella visibile e riscontrabile dagli altri mezzi di trasporto, è la geografia di una città che probabilmente non esiste così come invece esistono Roma, New York o Bangkok. Si tratta della geografia di una città invisibile ma presente, e che continua ad essere presente negli spazi che confinano con essa, che in essa sconfinano: i grandi corsi, i passaggi, i centri commerciali. Ma anche questa dei grandi corsi e dei centri commerciali è un'altra storia che merita un discorso a parte.

Ora capirete perché la lancia sul Khlong Saen Saep è tanto pericolosamente bassa e immersa fino al bordo. Lungo il percorso del canale ci sono numerosi ponti. I bigliettai, già di bassa statura come sono i thailandesi, si chinano e la lancia passa a tutta velocità sotto i ponti, sollevando l'acqua contro i pilastri. C'è un ponte tanto basso che, al suono di un campanello, i montanti del tetto dell'imbarcazione si piegano e il tetto si appiattisce sulle teste dei viaggiatori, in modo da permettere il passaggio. E' uno spettacolo vedere questi bigliettai reggersi in equilibrio e contare il denaro con una mano, mentre con l'altra si tengono alla corda e con gli occhi guardano l'avvicinarsi del prossimo ponte.
Difficile trovare l'imbarco per il canale; a Banglamphu si trova alla fine di Thanon Ratchadamnoen, vicino al Wat Saket. La cosa migliore è seguire il corso d'acqua o chiedere. Non a un tassista. La fermata più conveniente per raggiungere in breve il centro commerciale di Bangkok è Siam Square, ma se lo chiedete nessuno vi comprenderà (provate a pronunciare “saiàm sacuèr”, ma non contateci troppo). Guardate piuttosto in alto, quando vedrete l'insegna rossa “amari” su un grattacielo, significa che la prossima fermata è la vostra.

Visitare a Bangkok

Itinerari

Le attrazioni da non perdere

consigli di Andrea Bicini - agosto 2011

Bangkok è una metropoli che ospita oltre 10 milioni di abitanti e si estende su oltre 1500 km². L'area metropolitana di interesse turistico è ovviamente più piccola. E' possibile visitare i principali monumenti della città in 2 o 3 giorni ma allo stesso tempo si possono trascorrere diverse settimane nella capitale senza visitare 2 volte lo stesso posto o mangiare 2 volte nello stesso locale.

Per quanto riguarda i classici monumenti vanno nominati il Grand Palace e Wat Pho, nonché i templi Wat Arun e Wat Phra Kaew. Interessanti sono anche la Sala del Trono e il Dusit Park con la più grande casa in legno Tek del mondo.

Meno nota ma assolutamente da non perdere la Jim Thompson House, residenza del magnate della seta, ex spia della CIA e misteriosamente scomparso nel 1967. La sua casa, oggi museo, è un vero e proprio capolavoro di architettura tradizionale tailandese nel cuore di Bangkok.

Il bello di Bangkok è Bangkok

Itinerario lungo il Chao Phraya di Paolo Euron - settembre 2009
Durata: 4-5 ore

L'aspetto più affascinante della città di Bangkok è che in Bangkok si sovrappongono innumerevoli città diverse e tra loro apparentemente inconciliabili. La cosa più bella di Bangkok è Bangkok. Per averne un'esperienza da questo punto di vista occorre averne una visione d'insieme. Uno dei modi per ottenere per questa visione d'insieme è averne una visione dall'acqua.
Un tempo Bangkok sorgeva su un sistema di canali, come Venezia o come Amsterdam. Poi il sistema viario è stato sviluppato e i canali sono stati coperti per far spazio alle strade. Negli ultimi tempi si stanno riaprendo gli antichi corsi d'acqua per trasformarli in vie di trasporto, ma questa è un'altra storia. Al momento il modo più veloce per muoversi a Bangkok da sud a nord è il fiume Chao Phraya. Sul fiume dal mattino al tramonto transitano battelli per il trasporto passeggeri. Il programma migliore è non avere alcun programma e salire su un battello dal molo di Tha Sathon, a sud, dove finisce Thanon Silom e lo Sky train arriva alla fermata Saphan Taksin. Lo Sky train è il treno sopraelevato dal quale potete godere della vista di Bangkok dall'alto, ma anche questa è un'altra storia che racconteremo più avanti.
Le circostanze aiutano a intraprendere questa navigazione sul fiume Chao Phraya con una certa flessibilità. Alcuni battelli del Chao Phraya River Express sono “espresso” e approdano solo ai moli principali (in genere issano una bandierina gialla); altri sono “locali” e fermano a tutti i moli (in genere sono i più affollati). La maggior parte dei moli si trova sul lato destro del Chao Phraya (guardando nella direzione di marcia), ma alcuni sono sul lato sinistro. Se vi sbarcano sul lato sbagliato, dovete prendere un traghetto che vi porta sulla riva opposta. A meno che nel frattempo non abbiate cambiato idea e non desideriate visitare il Wat Arun o le stradine di Thonburi, il nucleo originario di Bangkok che con le sue case basse e l'atmosfera dimessa continua ad assomigliare alla Bangkok di cinquant'anni fa, che si trova sul lato sinistro.

Per salire sul battello occorre saltare dal molo sul ponte, mentre il pilota va indietro tutta e un marinaio avvolge la gomena a un palo di legno del molo. Tra l'imbarcazione e la passerella c'è sempre un certo dislivello, un certo spazio vuoto, e sotto c'è il Chao Phraya, per cui i passeggeri aspettano il momento buono per saltare a bordo. Una volta sul battello, scappate il più in fretta possibile per non essere calpestati dagli altri passeggeri che salgono dopo di voi. A bordo una bigliettaia riesce a riconoscere tutti quelli saliti a una data fermata, infallibilmente, e vi farà il biglietto. Cercatevi un sedile sulla fiancata, con l'acqua che scorre a pochi centimetri da voi, e lasciatevi trasportare.
Viaggiare in battello presenta diversi vantaggi. Primo, ci si muove. Nel traffico delle vie di Bangkok si fanno ore di coda immobili. Il fiume poi è ampio e soffia una brezza che disperde lo smog del traffico. Tuttavia il vantaggio maggiore è quello di vedere Bangkok dall'acqua. Qua e là emergono cespugli di mangrovie, l'acqua ha quell'odore di dolce marcescenza che è l'odore della Thailandia. Sulla riva destra si scorgono ancora delle palafitte in legno e delle abitazioni in muratura con i panni stesi alle finestre e i bambini che giocano sulle passerelle. Queste costruzioni stanno scomparendo per lasciare posto ad alberghi e a mostri di cemento. Tuttavia l'Oriental Hotel, forse il più famoso e costoso dell'Asia, per ora convive ancora con queste costruzioni che si specchiano nella stessa acqua.
Vedere Bangkok dall'acqua fa pensare a quel che doveva essere un tempo, una città bassa, posta su palafitte, sostenuta da pali di legno come Venezia, da osservare dal filo dell'acqua, meglio se da un punto di vista sempre un po' beccheggiante. Il Wat Arun sulla sinistra, il tempio costruito in stile khmer, è una delle meraviglie del fiume, e dà il meglio di sé al tramonto. Sulla riva destra si vede apparire il complesso del Wat Pho, Wat Phra Kaew e del Palazzo reale, una delle visioni più fiabesche, con le cupole e le guglie dorate illuminate.

Queste meraviglie dell'architettura stupirebbero anche viste dal viadotto di un'autostrada, bisogna ammetterlo. Ma dal vostro sedile sul battello che risale il fiume Chao Phraya vedrete di più. Proprio sulla sponda destra, dopo il Palazzo reale, vedrete le passerelle di legno del mercato degli amuleti, il retro delle botteghe che vendono statue di Buddha, medaglie, monili, portafortuna, immagini votive. Vedrete le terrazze dei ristoranti frequentati soprattutto da thailandesi che si affacciano sulla corrente, l'acqua affollata di pesci che si buttano in massa, in un ribollire improvviso di schiuma, ad ogni boccone che cade in acqua, e sotto i pilastri vedrete la vegetazione delle mangrovie che cresce tanto fitta da sembrare terra ferma mentre invece è ancora fiume.
Una buona idea è fermarsi in uno di questi ristoranti, cercare un tavolo vicino alla ringhiera sul fiume, ordinare qualcosa e osservare i pesci che, come voi, aspettano, sotto. Magari vi verrà voglia di proseguire a piedi nell'interno. Dal molo Tha Tien si raggiunge immediatamente il Wat Pho; dal molo Tha Chang si arriva al Wat Kaew e al Palazzo reale; dal molo Tha Phra Athit si raggiunge facilmente Banglamphu con i suoi numerosi hotel a buon mercato e la squallida, turistica Thanon Kao San, sorprendentemente piena di giovani che credono ancora che la Thailandia sia tutta lì, e vengono da ogni parte del mondo per bere birra, impasticcarsi, ballare sulla strada e farsi pelare da qualche scaltro thailandese.
Se volete continuare a seguire il paesaggio e gli odori del fiume, risalite il Chao Phraya fino a Nonthaburi. Vedrete Bangkok lasciare spazio a darsene e spazi industriali sempre più ampi, poi dopo una quarantina di minuti, arriverete in questa cittadina dimessa. Se Thonburi sembrava periferia ed era Bangkok, Nonthaburi sembra non avere più nulla della metropoli, neppure l'aspetto della periferia.
Vale la pena sbarcare a Nonthaburi per fare due passi nella via centrale e visitare i negozi che vi si affacciano: vendono magliette, tessuti, essenze miscelate su richiesta per riprodurre i più famosi profumi. I prezzi sono più bassi che nei luoghi turistici di Bangkok. Per le vie si possono ancora vedere i tuk tuk tirati da una bicicletta, i risciò ormai scomparsi da gran parte della Thailandia. Sulla piazza che si affaccia sul fiume Chao Phraya si tengono a volte manifestazioni pubbliche, incontri di boxe thailandese, tutto in un'atmosfera e con ritmi d'altri tempi.

E ora qualcosa di assolutamente turistico (di cui non parleremo)

Itinerario nei pressi di Thanon Khao San di Paolo Euron - settembre 2009
Durata: 1 ora

I luoghi più suggestivi e sublimi della città, di fronte ai quali i viaggiatori del passato rimanevano estasiati sono il Palazzo Reale, il Wat Phra Keaw o Tempio di Smeraldo, il tempio Wat Pho con l'enorme Buddha reclinato. Non vi dirò nulla di questi luoghi, non conviene aggiungere parole quando ne sono state dette troppe, prendete una qualunque buona guida e vi fornirà tutte le informazioni che desiderate, oppure semplicemente entrate e guardate.
Solo un consiglio. Non credete mai a quello che vi dicono i tassisti e le persone che vi danno informazioni non richieste. Davanti al Palazzo Reale e al Wat Pho troverete certamente qualcuno che si presenta come operatore turistico, scambia battute spiritose con voi, poi vi dice che il monumento è chiuso. In genere le motivazioni più ricorrenti sono: per festa nazionale, per pausa pranzo, perché apre solo il mattino o solo il pomeriggio. Bene. Non credetegli. Sta cercando di dirottarvi su qualche negozio compiacente per farvi perdere tempo e denaro. E' incredibile quanta gente ancora creda a questi truffatori. Voi proseguite per la vostra strada e acquistate il biglietto solo all'ingresso. Allo stesso modo non credete mai a quello che vi dice un tassista ma verificate sempre di persona l'esistenza e l'apertura di alberghi, musei, battelli, negozi, templi.
Visto che siamo in tema di truffatori e di tassisti che danno informazioni interessate, spostiamoci nel luogo dove si registra la più alta concentrazione di tassisti e imbroglioni. Si tratta ovviamente del luogo in cui si ha la più alta concentrazione di turisti. Andiamo in Thanon Khao San. Malgrado questa introduzione non lo voglio presentare come un luogo pericoloso, perché non lo è. Basta sapere dove ci si trova. Anzi, è un luogo in cui vedrete delle cose incredibili, se le guarderete con gli occhi giusti.
Vedrete delle cose incredibili. Turisti che acquistano per 100 euro una statua di Buddha che due vie più in là costa 200 baht (4 euro). Viaggiatori che acquistano per 300 baht (6 euro) un viaggio in minibus per la Cambogia, poi vari eventi ritardano il percorso e si vedono scaricati a notte fonda in un albergo in una terra di nessuno dove le camere costano venti euro a testa. Vedrete sulla strada dei banchetti dove per pochi euro e una fotografia vi fanno in dieci minuti una tessera per tutto quanto è tesserabile: tessera stampa, carta dello studente, patente di guida, carta d'identità di ogni nazione. Vedrete gente che scende in Thanon Khao San e crede di essere stata in Thailandia. Vedrete i giovani europei che si fanno una canna perché qui ci si sballa, altri che coprono i tavolini con bottiglie di birra e gridano in diverse lingue europee, turiste che ordinano solo un'insalatina e mentre attendono che gli altri mangino riescono a pronunciare 2.500 parole al minuto riguardo alla Thailandia che vedono da quell'angolo del tavolo, 3.000 se in inglese; altre che hanno scoperto che i thailandesi sorridono e allora passano tutto il tempo del loro soggiorno con un sorriso sulle labbra, ma da ebeti, non da thailandesi. Vedrete un esercito di thailandesi pronto a buggerarvi con la scusa di vendervi qualcosa solitamente in quest'ordine: a) una corsa in taxi b) una stanza d'albergo c) una donna d) altro.
Insomma, se vi interessa la Thailandia, state lontani da Thanon Khao San. E ora, istruiti su quel che troverete, ecco qualche ragione per passare per Thanon Khao San, nonostante tutto, con cognizione dei fatti.

All'inizio degli anni Ottanta in Thanon Khao San esistevano due alberghi. Oggi sono centinaia le guest house che sorgono in Thanon Khao San e nel quartiere di Banglamphu. Questo quartiere è diventato la meta di viaggiatori “zaino in spalla” o che semplicemente intendono spendere poco. Ancora oggi a Banglamphu troverete la più alta concentrazione di occidentali della Thailandia, in genere giovani e in rapido passaggio. Attorno a loro si è sviluppato un impressionante mercato di ristoranti, bancarelle di cibo, parrucchieri improvvisati, tatuatori, venditori di guide Lonely Planet fuori catalogo, di borse tradizionali thailandesi (yàam), di magliette, di berretti, di scialli. I prezzi sono solitamente popolari, tuttavia la stessa merce altrove è generalmente meno cara. Quanto al cibo, altrove è sicuramente più buono. Per quanto concerne il pernottamento, è il luogo dove si spende meno a Bangkok. Si può partire da una stanza a 170 baht per notte. Si passa dagli alberghi di livello medio alle guest house costruite in vecchie case di legno, alcune non prive di un certo fascino. Certamente i luoghi tranquilli sono altri, ma vale la pena tenerne conto. Un luogo pulito e illuminato bene, piacevole e relativamente tranquillo: la guest house Baan Sabai, soi 12 Rongmai.
Difficile descrivere Thanon Khao San perché è costantemente in cambiamento. Visitate i vicoli che partono dalle vie principali. I vicoli laterali di Thanon Khao San sono pieni di sorprese, di negozi d'altri tempi e di ristoranti improvvisati, di cani che vagano e di bambini che giocano. Vi potrei mostrare delle cose incredibili. Al n° 37 di Thanon Chakraphong c'è un locale per giovani viaggiatori, dove non troverete un solo thailandese se non in cucina. Attraversate il ristorante, salite una scala e trovate un internet café gratuito, poi scendete una scala di ferro anti incendio e vi ritrovate nella via accanto, dopo essere passati accanto alle cucine del ristorante, e dopo aver perso ogni concetto topografico e ogni cognizione rispetto a quello che è un passaggio pubblico e quello che dovrebbe essere uno spazio privato, una distinzione che semplicemente sembra non esistere. Proseguite nel vicolo e passate accanto a una palestra improvvisata di boxe thailandese (Muang Thai) dove un boxer thailandese addestra un allievo faràng (occidentale) riempiendolo di botte, poi proseguite sulla via e passate davanti (o attraverso?) il soggiorno di un paio di famiglie con tanti bambini e cani e a una lavanderia e stireria, e arrivate dove si trova la guest house Baan Sabai di cui si diceva prima.

Visite

La sala del trono; la basilica di Superga sulla luna

consiglio di Paolo Euron - settembre 2009
Durata: 1 ora

Fa un certo effetto vedere un edificio in perfetto stile neoclassico a quindicimila chilometri dall'Italia. Trovarsi di fronte al palazzo della Sala del Trono è un po' come scoprire la Basilica di Superga sulla luna. Il palazzo della Sala del Trono è italiano al cento per cento, anzi, è torinese, così come gli ingegneri e gli architetti che lo hanno progettato e fatto costruire.
Solo che, a differenza della Basilica di Superga, non ci troviamo sulle colline, anzi, la pianura su cui sorge l'edificio era un tempo una palude e questo procurò non poche difficoltà nella costruzione delle fondamenta di un palazzo tanto imponente. Anche il marmo proviene dall'Italia. Questo dimostra la facilità con cui il popolo siamese seppe accogliere anche le suggestioni più lontane, purché fossero valide e rispondessero allo scopo. Noi non ci possiamo immaginare una pagoda costruita in mezzo a Piazza Castello a Torino e conservata per cento anni, anche se il centro di Torino, come tante altre città italiane, ha dovuto subire delle brutture e delle incongruità ben peggiori. A Bangkok invece potete vedere questo edificio neoclassico studiato e utilizzato per funzioni ufficiali. I thailandesi dimostrano molti meno pregiudizi di noi, per varie ragioni, e pur essendo fortemente tradizionalisti, non disdegnano quanto ha un evidente valore in nome di una tradizione.
E adesso provate ad entrare nell'edificio della Sala del trono. Vedrete che l'interno è decorato con luci che non vedrete mai in Italia né in Europa, e sulle pareti ci sono affreschi che illustrano mitologia e vicende locali. Questo ci fa capire come i thailandesi ci vedono diversi, quando ci vedono, da come noi vediamo noi stessi. Noi non costruiremmo mai una pagoda in piazza Castello, ma soprattutto non ci sogneremmo mai di decorarla con gli affreschi di Garibaldi e della spedizione dei Mille. Bene, è esattamente ciò che fanno i thailandesi nell'edificio neoclassico della Sala del trono. Loro, come spesso fanno gli orientali, accettano quanto vedono funzionare (o essere bello) altrove. E lo usano per i propri scopi e a modo proprio. Dateci un'occhiata, vedrete che fa un certo effetto.

Vita notturna

consiglio di Andrea Bicini - agosto 2011

Bangkok è una città che praticamente non dorme mai anche se le leggi impongono alla maggior parte dei locali di chiudere intorno alle 2 del mattino. È anche vietato bere alcolici in strada (ma tutti lo fanno). Per i turisti le zone in cui si concentra la vita notturna sono rappresentate da Sukhumvit Road, ricca di bar, pub, club e discoteche, con molti ristoranti aperti fino a tarda notte, Silom Road dove si alternano locali a luci rosse e club con ristoranti e “spa” per massaggi tailandesi, più o meno autentici, e Khao San Road famosa soprattutto per i saccopelisti e dove pub, negozi, ristoranti e club si animano dal tardo pomeriggio in poi. In tutte queste zone basta seguire il flusso della gente per arrivare, bene o male, dove la vita si movimenta al calare del sole.

Dormire a Bangkok

Informazioni generali sugli hotel

consigli di Andrea Bicini - agosto 2011

In tutta Bangkok sono presenti oltre 800 hotel, dalle guesthouse agli alberghi extralusso. Per la prenotazione online, oltre a controllare il prezzo direttamente sul sito dell’hotel prescelto, conviene affidarsi a siti specializzati che possano consentirci la selezione in base alla zona, al costo e alla tipologia. In Asia particolarmente ricchi di scelta sono Asiarooms e Agoda (disponibile anche in italiano).

Centrale e non eccessivamente caro The Heritage Silom Hotel, su 198 Soi Narathivas 3 Narathivas Road, letteralmente a 50 metri dalla fermata dello Skytrain Chong Nonsi. Nella categoria guesthouse da segnalare il sito bangkokguesthouse.net.

Zona di Kao San Road

D & D Inn

consiglio di Luca Sivieri - agosto 2008
68-70 thanon khao san (khaosan road), Phranakorn - tel. (662) 629-0526 - Doppie da 750 bath

A Bangkok c'è una via che non potrete evitare, Khao San Road. Qui si annida la maggior parte dei servizi per i viaggiatori meno esigenti. Troverete un microcosmo europeo e anglosassone in poche centinaia di metri, con mille luci, birra a fiumi, rumori e discoteche. Gli albergi sono generalmente fatiscenti e bui e certamente poco puliti. Tuttavia il D&D Inn si distingue dai suoi simili, se non altro per i servizi che offre. La Hall è di tutto rispetto e all'ultimo piano si trova il pezzo forte: un'affascinante piscina con vista che spazia su tutta la città. Il punto dolente è costituito dalle camere, poco meglio di un qualsiasi albergo della zona in quanto a pulizia; forse solo più grandi e dotate di aria condizionata. La colazione è compresa nel prezzo e risulta molto abbondante e servita nell'accogliente cortiletto al piano terra. La parte più snervante del vostro pasto sarà costituita dalla coda per abbrustolire il pane. Consigliato a chi si sente ancora giovane e pronto a tutto...ma non troppo. Per arrivare considerate da 1 a 2 ore dall'aeroporto con la navetta o il taxi.
Informazioni e prenotazioni per il D & D Inn.

Mangiare a Bangkok

consigli di Andrea Bicini - agosto 2011

Per quanto riguarda il mangiare Bangkok ha solo un difetto: l’imbarazzo della scelta. Offre infatti tutti i tipi di cucina (dalla tradizionale tailandese alle cucine etniche di tutto il mondo) a tutti i prezzi (dagli economicissimi chioschi di strada con pasti completi per l’equivalente di 1 € ai lussuosi ristoranti nei grattaceli più belli con cene da oltre 200 € a persona bevande escluse).

In linea generale:

  • 1. Evitare il cibo di strada per i primi 2 giorni
  • 2. Il cibo è tendenzialmente molto piccante
  • 3. Un gusto metallico non gradevole può essere percepito da chi non ama o non è abituato al coriandolo, molto utilizzato nella cucina tailandese
  • 4. Evitate i locali in cui non vi siano tailandesi

Superato l’impatto con il caldo e gli odori spesso forti, la cosa culturalmente più intelligente da fare è sperimentare i piatti della cucina tradizionale direttamente nei ristoranti tipici di strada.

Da assaggiare (l’elenco potrebe tranquillamente contenere oltre 200 piatti diversi quindi limito ai 5 più diffusi e facili da trovare):

  • Som Tam Thai – insalata piccante di papaya con gamberetti secchi, in genere accompagnata da Cow Niew (Sticky Rice)
  • Tom Yum (zuppa calda piccante con lemongrass) nelle varianti kung (gamberetti), talee (gamberetti e calamari) o gai (pollo)
  • Yum Wun Sen – insalata di spaghetti di soia freddi con carne di maiale e frutti di mare
  • Pat Thai - piatto nazionale tailandese, non piccante
  • Cow Pat - ovvero riso soffritto con quello che preferite (pollo , pesce, gamberi, calamati)

Solo per fare degli esempi con cucine diverse in ristoranti non turistici:

  • Cabbages & Condoms, ristorante su Sukhumvit Soi 12. Propone cucina tailandese in un ambiente particolare: il tema è quello dei profilattici visto che il ristorante raccoglie fondi per la prevenzione all’AIDS e l’aiuto dei sieropositivi in Thailandia
  • Taksura Restaurant (Elephant-Head Bridge Branch) che si vicino alla fermata BTS Ratchatewi. Ristorante con cucina non turistica, economica e immerso nel verde nel cuore di Bangkok
  • Lido, pizzeria e ristorante, su 34/3, Soi Sribmphen, Rama IV Rd., tel +66 (0) 2-677-6351 per cucina italiana buona e non cara
  • Lao Li Shark Fin è probabilmente uno dei ristoranti più popolari di China Town, al centro di Yaowarat Road, dove, come dice il nome, oltre alle zuppe di nidi di rondine, si può mangiare la zuppa di pinna di squalo
  • May Kaidee’s Vegetarian Restaurant, su Rachadamnuen Road, è un ristorante vegetariano nella zona di Khaosan Road. La proprietaria organizza corsi di cucina e i piatti preparati sono rigorosamente vegetariani nel rispetto del gusto gastronomico tailandese

Comprare a Bangkok

consigli di Andrea Bicini - agosto 2011

Shopping economico

JJ Market - Weekend Market - Chatuchak Market

Comunque lo si voglia chiamare, è e resta comunque il più grande mercato all'aperto del sudest asiatico che su una superficie di 1,13 km² offre agli acquirenti qualsiasi tipo di merce si stia cercando, dalle stoffe ai gioglielli, dai souvenir ai vestiti. Regola fondamentale: CONTRATTARE SEMPRE SUL PREZZO, o almeno provarci. Si raggiunge comodamente sia con la BTS che con l'MRT.

MBK

Si tratta di un centro commerciale su 6 piani all'interno del quale sono presenti, oltre ad una serie di cinema e decine di ristoranti, numerosi negozi e bancarelle di abbigliamento, elettronica, telefonia, giocattoli, souvenir, cosmetica, calzature, mobili, accessori per la casa. Leggermente più caro di JJ (ma quantomeno ci si trova in aria condizionata) anche qui, tranne se specificato da cartelli "prezzo fisso", è importante contrattare. Si trova alla fermata National Stadium della BTS.

Plantip Plaza

Il paradiso dell'elettronica e dell'informatica. Si possono trovare da computer a laptop, da programmi contraffatti a DVD di film appena usciti al cinema, da monitor a TV al plasma a macchine fotografiche sofisticatissime. Si trova su Jalan Petcaburi Road, non raggiungibile con BTS o MRT ma solo a piedi o in autobus o taxi.

Platinum

Il Platinum Fashion Mall è l'ideale per l'abbigliamento a prezzi bassi. La qualità non è eccezionale ma i prezzi sono davvero ottimi. Si trova accanto al Plantip Plaza.

Da menzionare l'unico mercato notturno rimasto (a parte le bancarelle su Sukhunvit RD) che si trova su una traversa di Silom Road, ovvero Pat Pong, più famoso per i GoGo Bar e i night club che per le bancarelle di souvenir

Shopping di lusso

Bangkok offre centri commerciali di livello mondiale con negozi di famosi stilisti italiani e non. I prezzi, visto le tasse d'importazione, sono spesso superiori all'analoga marca in Italia. Da menzionare Central World e Paragon.

Mappa e informazioni stradali