Trova hotel economici in tutto il mondo con il comparatore prezzi su trivago
|
![]() |
Se vi capita di andare in treno da Torino a Milano, non potete fare a meno di notarla. E' la grande vela di Massimiliano Fuksas, la spina dorsale della Nuova Fiera di Milano. Ecco la genesi di quest'opera che ha cambiato la geografia della zona a ovest del capoluogo lombardo.
Dopo 70 anni di permanenza nell'antica sede tra Porta Sempione e il Portello, nel 2001 parte il progetto per la creazione di una nuova sede della fiera che possa soddisfare le esigenze di ampiezza coniugate con quelle di accessibilità e funzionalità. La Fondazione Fiera Milano si trova a guidare questo trasferimento, che prevede lo smantellamento della vecchia sede assieme alla costituzione della nuova. Per il vecchio polo urbano parte un progetto di riqualificazione per il quale viene istituito un concorso internazionale. La cordata vincitrice, dagli altisonanti nomi di Daniel Libeskind, Arata Isozaki, Zaha Hadid e Pier Paolo Maggiora, ha progettato la costruzione di tre grattacieli, di un parco e del Museo del Design. Il nuovo polo, invece, sarebbe sorto nell'area di Rho-Pero, acquistata dalla società Agip Petroli. Il progetto è stato autofinanziato dalla Fondazione Fiera Milano per un valore di circa 800 milioni di euro. Nel 1994 su quell'area terminava l'attività industriale della raffineria Agip Petroli; una bonifica del terreno era prevista entro il 2006. Nel 2000 un accordo tra Eni, amministrazioni locali interessate e Fondazione Fiera Milano anticipa al 2003 tale bonifica, ottenendo anche che i lavori si sovrappongano alla costruzione delle fondazioni del nuovo polo fieristico. Nel novembre del 2001 la fondazione può dunque procedere all'acquisto del terreno e al bando del concorso internazionale. Sulla base di un masterplan che prevedeva un asse centrale interratto a collegare dieci padiglioni monoplanari, vince nel 2002 il progetto di Massimilano Fuksas che tenta di andare al di là delle direttive ideando una vera e propria città.
Il Nuovo Polo fieristico di Milano è lo spazio espositivo più grande d'Europa. L'area utilizzata è di due milioni di metri quadrati, con un perimetro di quasi cinque chilometri. Gli elementi principali sono l'asse centrale, costituito da un doppio percorso pedonale e coperto da una struttura a vela, e gli otto padiglioni che da esso si dipanano.
L'asse centrale presenta un doppio livello, il primo a quota 0 e il secondo, detto passerella, a quota +6,50. Tale divisione è funzionale in quanto al piano terra transitano i visitatori muniti di biglietto per le manifestazioni e sulla passerella sono convogliati coloro che, pur senza biglietto, vogliano usufruire dei servizi quali ristoranti, bar, negozi, sale riunioni e uffici. La passerella è sostenuta da travi d'acciaio ed è realizzata con solai prefabbrcati in calcestruzzo. Il camminamento è ricoperto da uno strato di resina ed è sorretto da pilastri circolari in acciaio. La copertura dell'asse centrale è costituita da quella "vela" che è diventato il segno distintivo di tutta l'opera. Si tratta di una struttura in vetro e acciaio lunga 1.500 metri, di larghezza variabile tra 32 e 41 metri e alta fino a 23. In prossimità del centro servizi, tuttavia, essa si impenna fino a un'altezza di 37 metri andando a formare il logo della fiera. La superficie è retta da 183 colonne circolari in acciaio che a 12 metri di altezza si ramificano per diventare veri e propri alberi che moltiplicano i punti d'appoggio. Per realizzare la vela si sono resi necessari 19.000 disegni e 8.800 tonnellate di acciaio. Ai suoi lati prendono forma i padiglioni, così come diversi volumi di servizio che aiutano lo spettatore-visitatore a orientarsi. Uno dei punti di forza del progetto Fuksas è appunto l'aver pensato l'area come una città in miniatura con i suoi tratti distintivi: così a fianco di una sala riunioni a forma di navicella spaziale uno specchio d'acqua rilassa la vista e consente di allargare gli orizzonti dello sguardo. Gli spazi espositivi sono 8: 4 a nord e 4 a sud dell'asse centrale e formano un'area utile di 400.000 metri quadrati, divisa in 20 spazi espositivi. Nel più grande dei padiglioni, ci tiene a sottolineare Massimiliano Fuksas, potrebbero essere giocate tutte le partite del campionato italiano di calcio contemporaneamente. I padiglioni sono accessibili sia dall'asse centrale sia da un tunnel in quota. Ognuno è dotato di 5 sale riunioni (13 nei biplanari). A nord i due padiglioni centrali sono gli unici "appoggiati" sul lato lungo; sono anche gli unici biplanari e ogni piano ha la superficie di 33.000 mq. Sono inoltre raggiungibili tramite una doppia rampa carrabile che si spinge fino a 13 metri di altezza. Sul lato sud a dividere le due coppie di padiglioni si staglia il centro servizi, dotato di un auditorium da 750 posti, un centro congressi con dieci sale per 8.000 posti totali, una sala stampa, un centro linguistico, una chiesa, una moschea, uffici direzionali e una serie di negozi. E' sede anche del logo, detto anche "vulcano", un cono che fa salire l'altezza della vela fino a 37 metri e che conferisce una straordinaria luce all'ingresso d'onore. Tra gli altri numeri che la nuova sede può vantare si possono annoverare parcheggi per 20.000 auto, 80 sale convegni, alberghi, 20 ristoranti, 25 bar e 180.000 metri quadrati di verde.
La prima pietra viene posata il 6 ottobre 2002 e i lavori durano 30 mesi, un bel primato per gli standard italiani. In pratica è stato realizzato un metro quadrato al minuto. Alla realizzazione della Nuova Fiera di Milano hanno partecipato 9.300 operai, provenienti da 56 paesi, che hanno utilizzato 110.000 tonnellate di acciaio, lavorando complessivamente 10 milioni di ore. Tra gennaio e marzo 2005 si è avuto il picco con 2.500 presenze contemporanee di operai e 250 di personale dello staff di progettazione. Accanto al cantiere si è sviluppato un vero e proprio quartiere operaio, diviso in due parti. Il "campo abitativo" è diventata una città multietnica con 2.000 posti letto e una mensa da 400 posti che ha servito 2,5 milioni di pasti. La direzione lavori era invece dalla parte opposta del cantiere e comprendeva abitazioni, 2.500 metri quadrati di uffici, magazzini, laboratori e spogliatoi. Le segnalazioni in canitere erano in tre lingue: italiano, inglese e arabo. A costruire il nuovo polo fieristico è stato un raggruppamento formato da due aziende della capitale, Astaldi e Vianini e dalla Pizzarotti di Parma. Le tre aziende hanno formato un consorzio denominato Nuovo Polo Fieristico (NPF) che si è aggiudicato la costruzione dell'opera con il meccanismo del General Contractor. In questo modo si è avuto durante i lavori un unico interlocutore e tempi di realizzazione certi.
La Nuova Fiera di Milano è raggiungibile in auto uscendo dall'autostrada A4 a Rho, oppure in metropolitana, da quando la M1 termina la sua corsa proprio con una fermata in prossimità dell'ingresso est. Riguardo al treno, dalla primavera del 2009 è attiva la fermata Rho-Fiera dove passano le linee suburbane milanesi S5 e S6, la linea regionale e la linea Alta Velocità Torino-Milano. Gli ingressi al complesso fieristico sono tre: alle due estremità dell'asse centrale essi sono evidenziati da due coni che costituiscono i punti di appoggio della vela; sotto al "vulcano", quindi in prossimità del centro servizi, c'è invece un ingresso d'onore. Le modalità di visita della Fiera sono diverse. La più semplice è la fugace visione che se ne può avere dal treno oppure dalla statale del Sempione. La seconda è attraverso la partecipazione a uno degli eventi del suo ricco calendario. In questo caso, con o senza biglietto, avrete modo di passare e ripassare sotto le ardite volte trasparenti della vela di Massimiliano Fuksas.
All'interno del complesso fieristico segnaliamo una visita all'hotel nh fiera di Dominique Perrault e al Centro Direzionale Fiera Milano di 5+1 AA.
Ultima revisione: 22 novembre 2010
![]() |
Visitare | |
![]() |
Viaggiare | |
![]() |
Dormire | |
![]() |
Mangiare | |
![]() |
Comprare | |
![]() |
Divertirsi | |