Fu costruito nel 1976 ed è visitato ogni anno da circa 20 milioni di pellegrini. Di che cosa stiamo parlando?
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Il comune di Reggio Emilia ha affidato nel 2002 all’architetto valenciano Santiago Calatrava uno dei progetti più significativi della sua storia. Tutto ruota attorno al passaggio attraverso la città emiliana della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Nel 1996 fu deciso che qui sorgesse la stazione mediopadana, unica fermata nel viaggio tra Milano e Bologna. La costruzione della stazione portava con sé un nuovo assetto per l’area con lo spostamento del casello autostradale (futura inaugurazione), la realizzazione di tre nuovi ponti e la piantumazione di 350 pioppi.
In particolare i ponti in questione vanno a interessare l’asse attrezzato Reggio Emilia-Bagnolo e costituiscono un rapido collegamento tra la tangenziale e la zona della nuova stazione e della fiera. Dei tre ponti, il primo e l’ultimo sono identici, mentre quello centrale è più basso e largo e tende ad armonizzare il complesso. Da sud il primo ponte è adiacente allo svincolo autostradale, il secondo attraversa l’autostrada e la nuova linea ferroviaria, mentre il terzo scavalca una rotatoria. I tre ponti sono dotati di piloni ad arco centrale che simboleggiano l’ingresso in città sia dall’autostrada e dalla ferrovia, sia da nord. Il primo e il terzo ponte hanno infatti l’arco centrale perpendicolare al senso di marcia, mentre quello centrale lo ha parallelo, ma perpendicolare per chi arriva da autostrada e ferrovia. I materiali utilizzati sono acciaio e cemento armato, completamente dipinti di bianco e integrati con parti trasparenti in vetro.
Si sono voluti trovare anche dei richiami a Reggio: così i "buchi" simboleggerebbero i rosoni del duomo e gli stralli i raggi delle tante biciclette presenti in città. In ogni caso il giorno dell'inaugurazione una grande folla salutava entusiasta l'architetto iberico, accompagnato dal primo ministro Prodi e dal sindaco Delrio. I ponti sembrano già avere conquistato i reggiani.
Il ponte centrale è l’elemento vitale di tutta l’opera, posto perpendicolarmente ad autostrada e ferrovia. Si tratta di un ponte strallato a un’unica campata lungo 221 metri, il cui arco, posto in senso longitudinale rispetto al senso di marcia, raggiunge l’altezza massima di 57 metri.
L’impalcato è sorretto da 50 coppie di stralli del diametro di 44 millimetri, disposte ad intervalli di 3,5 metri, che collegano l’arco al cassone centrale a sezione trapezoidale. La superficie stradale è costituita da quattro corsie con spartitraffico centrale e due piste ciclopedonali in vetro stratificato, per una larghezza complessiva della piattaforma stradale di quasi 27 metri. Il ponte si completa su entrambi i lati con barriere anti-lancio realizzate in vetro a doppio strato. La struttura del ponte ha un peso complessivo di 4000 tonnellate di acciaio, che raggiunge le 5.700 tonnellate includendo la sovrastruttura stradale, i guard rail, le piste ciclopedonali e i dispositivi di illuminazione.
La realizzazione e il montaggio del ponte sono stati studiati in modo da arrecare il minimo disturbo al traffico autostradale e alla viabilità locale. I conci lunghi al massimo 14 metri sono stati trasportati in autostrada. Una volta giunti a Reggio Emilia, sono stati portati presso la spalla sud, saldati e spinti verso nord, scavalcando l’Autostrada con l’ausilio di appoggi intermedi provvisori. La struttura che compone l’arco è stata divisa in quattro parti, posizionata sull’impalcato e spinta insieme a esso. Una volta terminate le operazioni di scavalco, le parti che compongono l’arco sono stati sollevate in tre fasi successive, sempre più in alto mediante strand jack fissati sulla sommità di torri provvisorie e, giunti in posizione finale, saldati in un unico pezzo. L’arco nella sua completezza, tenuto bloccato trasversalmente alle torri provvisorie, a circa 60 m di altezza dal traffico autostradale, è stato saldato ai due grandi elementi triangolari che lo collegano all’impalcato per dare la forma finale all’opera. A questo punto si è proceduto a posizionare gli stralli e a tesarli progressivamente. Alla fine delle operazioni di tesatura, il ponte è diventato strutturalmente portante per cui si è proceduto allo smontaggio degli appoggi intermedi e dei tralicci e il ponte è stato calato sugli appoggi definitivi. Durante la fase conclusiva è stata realizzata la pavimentazione stradale e l’impiantistica di servizio.
I due ponti laterali risultano elementi di completamento funzionale ed estetico del nuovo asse attrezzato. Si tratta anche in questo caso di due ponti strallati, pressoché identici fra loro, ma di diversa concezione rispetto al ponte centrale.
I due ponti, di 179 metri di lunghezza, hanno l’arco alto circa 70 metri posto ortogonalmente alle carreggiate al centro della campate; esso poggia direttamente al suolo sostenuto da 42 pali di fondazione del diametro di 1,5 metri. Gli altri due appoggi del ponte sono costituiti da spalle in cemento armato, con fondazioni composte da 15 pali per ogni spalla che scendono a una profondità di 50 metri. La carreggiata è composta da due corsie per una larghezza complessiva pari a 14,70 metri.
Gli stralli sono ancorati all’arco ad altezze variabili, inversamente proporzionali alle lunghezze dei cavi. I ponti godono di un effetto dinamico che nasce dal contrasto tra la struttura arcuata e l’asse rettilineo dei cavi. La prospettiva è variabile a seconda dell’inclinazione da cui si osserva l’opera.
Anche la realizzazione e il montaggio dei due ponti laterali sono stati pensati per arrecare il minor disturbo possibile al traffico. I vari elementi sono stati assemblati e saldati nell’area centrale delle rispettive rotatorie. I conci dell’impalcato sono stati appoggiati su supporti provvisori all’interno dell’area di lavoro della rotatoria. Sempre a terra è stato assemblato il pilone centrale diviso in tre elementi, le due basi e l’arco. Sono stati poi predisposti due tralicci di acciaio su fondazioni in calcestruzzo armato, che hanno svolto la funzione di sostegni temporanei ai tre tronchi dell’impalcato. Ha avuto inizio quindi la fase di assemblaggio del ponte mediante la grande gru che per alcuni giorni ha impegnato la rotatoria per portare a termine le operazioni di sollevamento. Per prima cosa è stato posizionato il concio centrale dell’impalcato, appoggiandolo sui supporti provvisori. La seconda fase ha riguardato il posizionamento delle basi del pilone centrale. Dopo avere collegato la base del pilone al concio centrale è stato sollevato l’elemento superiore dell’arco e saldato alle basi. Le fasi successive hanno riguardato il sollevamento ed il posizionamento dei conci laterali dell’impalcato, appoggiandoli sempre sui supporti provvisori e sulle spalle. Si è proceduto poi alla saldatura dei tre tronchi in modo da formare un corpo unico e successivamente sono stati posizionati e tesati i cavi fissati a coppie in alto alla parte superiore dell’arco e in basso al centro del cassone Dopo la fase di pretensionamento degli stralli, sono state smontate le pile di sostegno provvisorio e l’impalcato è stato calato sui suoi appoggi definitivi ed eseguito un controllo finale della tesatura degli stralli.
I ponti di Santiago Calatrava appaiono in una recente pubblicità televisiva di un noto marchio petrolifero.
Ultima revisione: 1 dicembre 2008
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