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Chiesa di Tor Tre Teste | Roma

  • Architetto: Richard Meier
  • Tipo intervento: nuova realizzazione
  • Categoria: visitare | luoghi di culto
  • Data inaugurazione: 26 ottobre 2003
  • Indirizzo: largo Cevasco
  • Orari di apertura: tutti i giorni 7,30-12,30 e 15,30-19,30

La Parrocchia di « Dives in Misericordia » (Dio Padre Misericordioso), anche detta Chiesa di Tor Tre Teste dal nome della zona di Roma nella quale è ubicata, è un bell’esempio di come l’architettutra contemporanea possa cambiare non solo il volto, ma anche la vita di una città o, in questo caso, di un quartiere. La chiesa potrebbe non piacere, ma difficilmente non incuriosisce. A visitarla sono stati in tanti fin dall’inizio, addetti ai lavori (oltre 7.000 tra ingegneri e architetti solo in fase di cantiere), curiosi e turisti. Tor Tre Teste si è così trasformato da anonimo quartiere di periferia in meta turistica, sotto gli occhi un po’ stupiti e orgogliosi dei parrocchiani.

La storia

Nel 1993 il Vicariato lanciò il progetto "50 chiese per Roma 2000". L'obiettivo era quello di dotare tutti i quartieri periferici del loro centro parrocchiale per il grande Giubileo di fine millennio. Si svolse nello stesso anno il concorso europeo cui parteciparono 534 architetti. Non venne dichiarato il vincitore ma fu solamente segnalato un progetto. Nel 1996 un successivo concorso internazionale a inviti, tra i grandi dell’architettura del mondo, come Tadao Ando, Santiago Calatrava e Frank O.Gehry, vide vincitore il progetto di Richard Meier. La posa della prima pietra risale al 1998. I lavori sono proseguiti per più di cinque anni tra intoppi e imprevisti, fino all’inaugurazione e l’apertura al culto alle ore 16 di domenica 26 ottobre 2003, a giubileo ormai passato, ma nel 25° anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II. La presenza dei numerosi sponsor rende difficile una quantificazione del costo complessivo dell'opera, che comunque è molto alto. Alcuni stimano quasi venti miliardi.

Oggi, arrivati nel quartiere, non potrete non notare le tre vele che svettano, bianchissime, dando forma alla chiesa circondata a sinistra da palazzoni e capanni industriali, a destra da campi.
La pianta dell'edificio nasce da uno schema compositivo di cerchi e quadrati ripetuti e intrecciati. La chiesa è definita su un lato dalla serie di tre vele e sull'altro dalla parete che la separa dal corpo del centro parrocchiale, molto grande, con un giardino e sale per riunioni e catechismo. Solo le pareti laterali sono solide, piene; la facciata, il “tetto” e i fronti sono solo vetrate che rendono immediato e primario il contatto con l’azzurro del cielo, con le nuvole e con la luce del sole (opportunamente filtrata dai cristalli speciali). L’idea è di trasparenza totale.
Le vele autoportanti sono realizzate con 256 conci prefabbricati in cemento precompresso, ciascuno del peso di 12 tonnellate. Bianchissime grazie al «Tx Millenium», brevettato da italcementi (uno degli sponsor), uno speciale cemento armato colorato con polvere di marmo bianco di Carrara unito a particelle di fotocatalizzatori al titanio che permettono al cemento di ossidare, in presenza di luce e aria, le sostanze inquinanti organiche e inorganiche presenti nell'atmosfera, mantenendo inalterato nel tempo il colore bianchissimo. La vela più alta con i suoi 176 conci supera i 26 metri, l’intermedia da 104 conci è di circa 23 metri, la più piccola con 78 conci arriva a 18 metri. La loro costruzione si è resa possibile grazie ai calcoli dell'ingegnere - architetto Antonio Michetti, e a una gru-carroponte, appositamente progettata dall'ing. Gennaro Guala, che si muoveva su un sistema di rotaie simile alle macchine ideate per costruire le antiche cattedrali pur sfruttando tutte le possibilità della moderna tecnologia. Le vele sono state innalzate a un ritmo di 2-3 conci al giorno! Il campanile, come nella più consueta delle tradizioni, è posto a lato dell’entrata, ma ridotto all’essenziale: una quinta murale con un “taglio” per accogliere una fila verticale di 5 campane in bronzo di grandezza decrescente, nude e allegre contro il cielo.

L'interno

L'interno dà un senso di ambiente aperto; ritroviamo il candore e la trasparenza come elementi dominanti, in un’atmosfera di sobrio e asimmetrico rigore. Le nuvole catturate dai tetti di vetro, il bianco smagliante delle pareti nude, nessuna immagine sacra esposta, rendono la chiesa sensibile al tempo naturale che le scorre attorno e straordinariamente luminosa. E’ quasi totalmente assente il gioco di ombre e luce che ha caratterizzato gli edifici sacri nella storia. L’unica eccezione è la strambatura prospettica sopra il presbiterio, con un’apertura esterna verso il cielo, che gioca con le ombre e avvolge con luce naturale il crocifisso ligneo del Seicento, catturando lo sguardo dei visitatori. Altare, fonte battesimale e acquasantiere a disegno geometrico essenziale e privi di qualsiasi decoro, sono realizzate in blocchi lapidei di travertino «bianco sporco», stesso materiale usato per il pavimento, un omaggio alla tradizione romana. In legno chiaro di cigliegio il matroneo e i banchi. Sul lato sinistra della chiesa i confessionali, una struttura modernissima: piccole cabine schermate da una griglia il legno con una porta, che sostituiscono l’antico inginocchiatoio e la grata che divideva l’uomo dal sacerdote. L'organo è collocato su una balconata, all’interno di un grande riquadro sopra all’ingresso, che si pone quasi come contraltare dell'elemento che inquadra il crocifisso.

Curiosità

Il progetto di questa chiesa è stato affidato da Papa Giovanni Paolo II a un architetto che, per quanto laico e non praticante, è ebreo. Le tre vele di cemento levigato e bianchissimo simboleggiano la Trinità. La costruzione simboleggia una grossa barca che rappresenta l'ingresso della Chiesa nel nuovo millennio. Per qualsiasi decisione sulla scelta di elementi iconografici la diocesi dovrà consultarsi con l'architetto Richard Meier. 23 mila ore di progettazione; 12 mila ore di studi e ricerche solo in Italcementi per il «cemento bianco»; oltre 12 mila metri quadrati di supeficie, 830 metri quadri di edificio del culto e 1.671 di centro parrocchiale; 2.600 tonnellate di inerti ricavati dalla macinazione del marmo bianco di Carrara; 600 tonnellate di cemento bianco TX Millennium; 550 tonnellate di malte speciali; 8 chilometri di cavi d’acciaio di postensione.
La chiesa di Tor Tre Teste appare nel film "Notturno Bus" di Davide Marengo (2007). Dopo 1h18' si svolge una scena della durata di quasi un minuto nella quale la chiesa fa da sfondo a un dialogo tra i protagonisti Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno.

La visita

La chiesa di Tor Tre Teste ha orari precisi nei quali è possibile compiere una visita completa e gratuita. Il problema maggiore è quello di raggiungere l'area. Con i mezzi pubblici bisogna considerare più di un'ora dal centro di Roma e almeno due cambi. Con l'auto è più agevole e non avrete certamente problemi di parcheggio. Nei dintorni esistono un ristorante e alcuni bar. Se avete intenzione di passare la notte nei paraggi, il posto più vicino alla chiesa è l'Hotel Bright.

Ultima revisione: 26 marzo 2009

Opere di architettura contemporanea in provincia di Roma

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