Fu costruito nel 1976 ed è visitato ogni anno da circa 20 milioni di pellegrini. Di che cosa stiamo parlando?
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Quest’opera di architettura contemporanea si trova nella zona sud-est di Torino a circa 3 km dal centro, all'interno del Distretto Olimpico del Lingotto. E’ impossibile non notarla se si arriva in città in macchina da corso Unità d'Italia. La si può scegliere come meta di una lunga passeggiata (o giro in bici) dal centro lungo la riva sinistra del Po, attaverso il parco del Valentino.
La storia di questo edificio iniziò nel 1958, in occasione del primo centenario dell'Unità d’Italia, con la sua costruzione per l'esposizione di “Italia 61”. Il progetto fu degli architetti Annibale e Giorgio Rigotti che idearono la vela a cui il Prof. Franco Levi, il Prof. Colonnetti e Nicolas Esquillan diedero vita “ingegnerizzando” l’opera che, con i suoi 16.000 mq, conservò a lungo il primato europeo per la più grande volta in cemento armato. Vista in pianta, la struttura della Vela (che si ammira ancora oggi) è un esagono iscritto in un cerchio di 150 metri di diametro, ed è costituita da tre archi accostati, tra loro ruotati di 120° e ancorati a terra in tre dei sei vertici dell’esagono, con tiranti sotterranei che scendono fino a 1,80 m di profondità, per un'altezza massima di 29 metri. In origine era chiusa verticalmente da grandi vetrate.
Nel 2002, in vista delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, fu indetto un concorso internazionale per la ristrutturazione, con due obiettivi prioritari: restauro del Palavela e localizzazione al suo interno delle specialità olimpiche di Pattinaggio Artistico e Short-Track e successivo utilizzo post-olimpico dell'impianto quale struttura polivalente. Vinse il progetto dell’arch. Gae Aulenti e dell’ing. Arnaldo De Bernardi, che prevedeva l’eliminazione delle vetrate originali e la costruzione di nuovo edificio indipendente sotto alla grande Volta, da restaurare e conservare inalterata. Fu deciso di dividere l’operazione in due lotti: il primo relativo alla messa in sicurezza dell’impianto esistente e il secondo relativo alle nuove costruzioni. Per alcuni mesi fu quindi possibile ammirare la sola Vela in tutta la sua strepitosa bellezza! Fantastica così “vuota” e libera, quanto (purtroppo) poco funzionale. L’intera ristrutturazione è stata completata in soli 15 mesi, dall’ottobre 2003 al dicembre 2004, con un costo complessivo di 54.560.000 euro. Il 12 gennaio 2005 l’inaugurazione. Dal 14 al 16 gennaio il “collaudo” con le gare internazionali di “Torino Ice 2005”, cui seguno gli Europei di pattinaggio in attesa dell’evento Olimpico.
L'opera oggi si presenta come "edificio nell'edificio"; due costruzioni strutturalemente indipendenti, con proprie caratteristiche formali, che si compenetrano, in cui la storica Vela resta elemento di riferimento visivo sia dall'interno sia dall'esterno. La nuova struttra è formata da due corpi accostati, composti da setti murali paralleli, con coperture a quote differenti (in funzione dell’altezza variabile della Vela) tra loro collegati da una copertura spaziale reticolare: il Corpo a sud-est/sud-ovest destinato agli spettatori dei settori 1 – 2 (n. 8306 posti) e il Corpo nord-est/nord-ovest destinato alla Famiglia olimpica, agli Atleti e ai media (n. 1062 posti), per un totale di ben 9.386 spettatori. I setti e i muri perimetrali di chiusura sono in cemento armato faccia a vista, realizzato con particolari casseforme che nascondono i fori d’ancoraggio lasciando a vista la sola fuga, verniciati con vernice acrilica protettiva coprente colore rosso fiammante. Ulteriore movimento è dato dai corpi scala esterni in cemento a vista colore naturale che danno accesso ai tre livelli interni.Il risultato è una struttura asimmetrica che mostra prospettive molto varie dalle diverse angolature. In particolare percorrendo via Ventimiglia il prospetto appare più “compatto” ad altezza costante se si percorre la via da sud verso nord; muovendosi in direzione contraria si svela invece la complessità dei differenti volumi che compongono il blocco nord. Tutto il progetto ha cercato di dare risalto a entrambe le strutture. In corrispondenza dei tre punti di fondazione della Volta sono state realizzate tre vasche con fari posizionati sott'acqua; queste “vasche illuminanti” svolgono la doppia funzione di esaltare la vela e impedire al pubblico di avvicinarsi ai suoi punti di minore altezza. A esaltare gli edifici anche la scelta della tonalità della pavimentazione dell’ara adiacente: lastre di Ardesia Bordeaux high-tech di Ariostea caratterizzate da un gioco di tonalità bordeaux, marrone e grigio scuro che enfatizzano sia il rosso delle facciate del nuovo edificio, sia il cemento della Vela.
L’interno è creato in uniformità con l’esterno. Ritroviamo la stessa pavimentazione per i tre livelli delle tribune e per tutti i locali di supporto all'attività sportiva, e il rosso cemento faccia a vista. Al centro si trova la pista di pattinaggio (riadattabile e riadattata a vari usi: campo da basket, pallavolo, etc.) dalle dimensioni di 30x60 metri, delimitata da una fascia bordo-pista di 3 metri; circondata da tre ordini di gradinate. Questi spazi sono coperti con una struttura spaziale reticolare in acciaio, trattata con finitura a zinco, impostata a quota 16,33 m, che accoglie i servizi tecnici destinati alla grande sala: luci, musica, tabellone per i punteggi.
Il nuovo Palavela pesa circa 35.000 tonnellate, ha richiesto 800.000 ore di lavoro con una presenza media giornaliera di 250 addetti, con punte di 400; l’impiego di 2.000 tonnellate di tondini per armare 14.100 mc di calcestruzzo e 330 tonnellate di struttura per la copertura spaziale di circa 7.000 mq; sono stati posati 260 km di cavi elettrici, collocati 4.821 m di gradoni prefabbricati, sistemati 8.235 sedili di lucido acciaio, installati 950 proiettori fissati a travi mobili che forniscono l’illuminazione e consentono un’infinità di colorate combinazioni scenografiche. Finite le Olimpiadi la struttura, di proprietà Comunale, è stata riconvertita e ospita occasionalemente lo svolgimento di varie discipline sportive ed extra-sportive, come ad esempio concerti, congressi e fiere. Nella stagione invernale la pista di pattinaggio è aperta al pubblico. Non esiste un sito del Palavela; per verificare quando vi si svolgono le manifestazioni si può visitare il sito di torino olympic park che gestisce gli eventi all'interno delle strutture ex-olimpiche.
In “The italian job”, film inglese del 1969 del regista Peter Collinson, l'esterno della struttura è protagonista di un inseguimento tra le automobili della polizia e le Mini dei rapinatori in fuga che salgono sulle "vele".
Ultima revisione: 15 dicembre 2008
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