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INFINI.TO Planetario di Torino - Museo astronomico e dello Spazio | Pino Torinese (Torino)

  • Architetti: Loredana Dionigio e Giancarlo Gonnet

  • Tipo intervento: nuova realizzazione

  • Categoria: visitare | musei

  • Data inaugurazione: 28 settembre 2007

  • Indirizzo: via Osservatorio, 30

  • Orari di apertura: martedì-venerdì 9,30-17,30; sabato-domenica 10-19,30

  • Sito internet: www.planetarioditorino.it

Cos'è infini.to

Infini.to è un museo interattivo che permette al visitatore di immergersi e sperimentare in prima persona le leggi dell’astrofisica e avere una visione più precisa e completa del cosmo. Il Parco Astronomico, inaugurato il 28 Settembre 2007, nasce sulle colline di Pino Torinese, dove nel 1911 padre Boccardi trasferì gli strumenti precedentemente utilizzati sui tetti di Palazzo Madama, accanto all’Osservatorio Astronomico con cui è in stretto rapporto, essendo parte dello stesso complesso scientifico. L’architettura che accoglie il Parco astronomico, progettata dagli architetti Loredana Dionigio e Giancarlo Gonnet, è perfettamente integrata nell’ambiente naturale che la ospita, quasi invisibile, nascosta nel bosco della collina.

Organizzazione del museo

L’accesso al museo avviene tramite una teleferica (“l'ascensore” è costato un milione e 800 mila euro, di cui 430 mila euro stanziati dalla Regione), e una successiva passeggiata nel verde, scandita da pannelli illustrativi sui pianeti del Sistema Solare che sono stati posti a una distanza proporzionale rispetto a quella reale per permettere di percepire l’estensione del Sistema e le differenze principali tra i corpi celesti che la compongono. Al termine di questo percorso appare una vela in titanio con un accesso in ferro e vetro, unici elementi visibili dall’esterno del museo che è quasi interamente interrato.
Dal livello zero dell’ingresso lo sguardo abbraccia con una vista verticale tutta la struttura che si approfondisce nel terreno per altri tre livelli. La geometria alla base del progetto si ispira agli elementi dell’Universo in sintonia con i temi presentati all’interno: la scala che collega i tre livelli espositivi ha la forma del simbolo dell’infinito, nei vuoti che ne derivano trovano collocazione l’immensa sfera rossa che ospita il Planetario e simboleggia una stella “supergigante”; un cono rovesciato in vetro autopulente, simboleggiante un “buco nero”, che s’immerge nel terreno e dà luce e aria ai tre piani.

Contenuti del museo

I materiali utilizzati sono acciaio cemento e vetro. La spazio espositivo di circa 1.700 mq si snoda su tre livelli, e ad ogni piano il visitatore viene condotto dalla voce narrante di un famoso scienziato (Ipazia, Galileo, Lagrange, Hubble) alla scoperta delle tappe fondamentali della storia dell’astronomia. Ogni postazione interattiva permette di sperimentare un principio scientifico, o dei fenomeni naturali; si può per esempio simulare la camminata sulla luna; oppure pedalare nello spazio con un’apposita cyclette, a ogni pedalata ci si avvicina un po’ al pianeta che si è scelto come meta si capisce così quanto è lungo il viaggio!
L’immensa sfera rossa che taglia i 3 livelli ospita invece il planetario un simulatore della volta celeste, all’interno del quale ci si sposta nell’universo grazie al sistema di proiezione Digistar 3. Si può fare un viaggio nel tempo per osservare il cielo come lo vedevano i nostri antenati, oppure spostarsi su un altro pianeta e sedere in cielo anche la nostra Terra.

Per saperne di più potete andare sul sito del museo dello spazio

Alla fine di aprile 2009, l’area dove è stato costruito l’impianto di risalita di “infini.to” è stata oggetto di una frana di dimensioni considerevoli che ha piegato la rotaia dell'impianto che collega il parcheggio di via Osservatorio con il Parco astronomico; l’impianto di risalita è stato dichiarato inagibile, da quel momento l’accesso al Planetario è stato consentito attraverso dei bus navetta che partono dalla biglietteria collocata nel parcheggio.

Ultima revisione: 16 febbraio 2010

Opere di architettura contemporanea in provincia di Torino

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