Fu costruito nel 1976 ed è visitato ogni anno da circa 20 milioni di pellegrini. Di che cosa stiamo parlando?
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Il 15 dicembre 2002 inaugura il Mart (Museo di Arte Moderna e Contemporanea) a Rovereto: l’Italia si arricchisce di una nuova interessantissima opera di architettura contemporanea. Il progetto è di Mario Botta con la collaborazione dell’ingegnere roveretano Giulio Andreolli e risale al 1988-1991. I lavori iniziano nel 1997 per terminare a fine 2002.
Il Mart non è solo un museo, ma un’ “officina” e luogo di sperimentazione: i suoi 30.000 mq distribuiti su 4 livelli, accolgono un auditorium, una biblioteca predisposta a ospitare fino a un milione di volumi, l'Archivio del Novecento, una sezione didattica, una videoteca, oltre, naturalmente, alle sale destinate alla collezione permanente e alle esposizioni temporanee, bookshop, caffetteria, ristorante, sala conferenze, zone di accoglienza e informative. Per questo spazio vanno ringraziati la Provincia Autonoma di Trento, le istituzioni museali del Trentino, gli enti locali ma anche dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che hanno creduto in questo progetto per trasformare una città in posizione “di confine”, in un avamposto capace di proiettarla nel novero delle grandi capitali europee del contemporaneo.
Il Mart è infatti un’opera catalizzante la cui architettura non è calata sulla città per trasformarla facendo ruotare tutto intorno a sé; al contrario si integra e valorizza le potenzialità del paesaggio urbano e culturale della settecentesca Rovereto. E’ il contesto a guidare le scelte progettuali dell’impianto tipologico.
Il luogo è corso Bettini, asse di collegamento della città con Trento, dal caratteristico assetto urbano settecentesco. Lo spazio è “occupato” dai due sobri edifici settecenteschi: il palazzo Alberti e il palazzo dell'Annona (o del Grano). Mario Botta rinuncia quindi a contrapporsi con un fronte museale; l'immagine del Polo Culturale e Museale di Rovereto è un vuoto: una grande piazza rotonda (una corte centrale), uno spazio aperto con copertura vetrata, inaspettatamente racchiuso tra i prospetti dei due storici Palazzi, nel quale il visitatore viene come risucchiato, per ritrovarsi protagonista al centro dello spazio attorniato dal museo stesso.
Il rapporto tra il contemporaneo e l’antico si risolve con una contrapposizione tra vuoto e “pieno”.
Ad annunciare la piazza che rimane nascosta dai fronti degli edifici, è prima di tutto un fitto gioco di luci e ombre creato dalla copertura vetrata. E’ questo il punto di forza del progetto, nonché il fulcro distributivo che dà accesso a tutti gli altri spazi. Alcuni ci hanno visto il “ventre materno”, per altri è un omaggio al Pantheon romano. La cupola, dall’apparenza leggerissima, ha una copertura che sviluppa una superficie di 1.300 mq, un diametro di 40 metri (le dimensioni del Pantheon di Roma) contro i 25 di altezza massima, dalla volta ribassata, in acciaio tubolare bianco e vetro, con un occhio centrale di 9 metri di diametro che si rispecchia nell'impluvio di una fontana circolare centrale, priva di giochi d'acqua, con un gradonato perimetrale e un fondo nero che cattura luci e colori che penetrano dall'“occhio”.
La piazza, “abitata” da un circolo di personaggi silenziosi creati da Mimmo Palladino, acquisisce funzioni di percorrenza pedonale ma si può trasformare, essendo anche parzialmente coperta, in luogo per incontri e manifestazioni culturali e musicali all’aperto. La circolarità della cupola si interrompe arditamente sopra il corridoio d'accesso alla piazza (priva di una capriata e pertanto frutto di particolari studi statici), a sottolinearne l'apertura creando una tesa asimmetria.
Il rivestimento della piazza, come quello esterno, è formato da lastre in pietra gialla di Vicenza (materiale in sintonia con le tradizioni costruttive locali) tutte sostituibili individualmente grazie a un sistema di slittamento sulle corsie in acciaio inox retrostanti e tutte tagliate secondo un'ellisse che segue la circolarità della piazza. La pavimentazione di piazza e percorsi è realizzata in porfido trentino verde a blocchi e lastre.
Gli accessi a tutte le funzioni dislocate al piano terra sono indipendenti, disponendosi circolarmente lungo l'arco della piazza. Da qui il Mart (14.500 metri quadrati complessivi) si sviluppa in un volume quasi perfettamente quadrangolare, compatto con pareti esterne in pietra gialla di Vicenza, quasi prive di aperture, le cui dimensioni sono progettate sulla base di un modulo frazione della maggior dimensione del palazzo del Grano, con l’obbiettivo del progettista di creare "una profonda tensione simbolico-monumentale". I quattro livelli, di cui tre fuori terra e un interrato, sono collegati tra loro da una scenografica scalinata e da una trasparente passerella sospesa.
Al piano terra si trovano il centro informazioni, una libreria, il guardaroba, un ristorante-caffetteria, una sala conferenze e proiezioni e la sala convegni con 150 posti a sedere.
Al piano primo, che corrisponde al livello del parco esterno retrostante, troviamo la galleria per le esposizioni temporanee. La configurazione spaziale qui è più sobria. L’illuminazione è omogenea dall’alto e permette all’opera d’arte di essere protagonista. Lo spazio, disegnato da strutture neutre (tutte di colore bianco), pilastri rotondi, pareti slittanti in cartongesso e acciaio, pavimenti in acero sbiancato, risulta estremamente flessibile; sono i differenti allestimenti temporanei a tracciare di volta in volta i percorsi di fruizione. Da qui si dividono due bracci simmetrici. L’uno accoglie le zone di servizio e gli spazi amministrativi, l’altro gli ambienti destinati alla didattica, con una zona studio e una biblioteca. A collegare i vari settori vi è un percorso con vista sulla piazza.
Al secondo piano la galleria per le collezioni d'arte permanenti, la cui caratteristica principale è l’illuminazione: naturale e zenitale garantita da 183 lucernari a disposizione geometrica serrata, con un articolato sistema di controllo a distanza che, oltre a consentire ottimali condizioni microclimatiche, guida e modula la luce, intercettata da tre livelli di protezione (vetro, lamelle di oscuramento orientabili elettricamente, involucri in gesso dei lucernari). Il modo in cui la luce naturale si diffonde rende differente ogni luogo.
Al piano interrato troviamo l'Archivio del Novecento con il Centro internazionale studi del futurismo, la Biblioteca e i servizi tecnici. A questo livello il complesso si estende fino a ridosso degli edifici storici, vi si incunea, divenendone parte inscindibile. Due "cannocchiali" collegano la nuova parte di Biblioteca progettata da Botta alla vecchia situata nel vicino palazzo del Grano. Nell’ampliamento, una sala di 410 mq destinata a lettura, studio e consultazione specialistica. Lo spazio è caratterizzato da un gioco cromatico bianco/nero e da un pozzo luminoso con copertura a vetrate, aperto al piano terra, che illumina l’ambiente. Inoltre si trovano spazi per informazione generale, videoteca, fonoteca, microfilm, servizi di riproduzione.
Infine, il nuovo Auditorium con una sala progettata in forma di anfiteatro, attrezzata per accogliere rappresentazioni teatrali e concerti, il cui ingresso avviene alla quota della piazza e consente l’accesso alla parte più alta dei 434 posti a sedere di cui dispone la sala.
50 milioni di euro, circa, il costo della nuova struttura; 29.000 i metri quadrati della superficie del terreno occupato dal Polo Culturale; 16.377 le lastre in pietra gialla di Vicenza (piane, curve e sagomate) utilizzate per il rivestimento esterno dell'intero edificio; 5.798 i lucernari dell'area espositiva permanente; 183 i punti-luce installati all'interno del Mart; 1.730 i metri di binario elettrificato per spot, collocati nel Museo; 40 i metri di diametro della piazza coperta del Polo Culturale; 19 le capriate curvilinee della cupola in acciaio e vetro; 60.000 i libri; 7.120 le opere d'arte; oltre 80.000 i documenti; 22 i metri di altezza delle paratie in cemento armato, trattenute da tiranti d'acciaio, che si sono rese necessarie per realizzare la delicata operazione di sbancamento del terreno incuneato tra gli edifici storici e la collina.
Il biglietto costa € 10,00, con un ridotto a € 7,00. Sono previste numerose visite guidate durante la giornata. E' possibile acquistare i biglietti on-line o tramite un numero verde, prenotando la propria fascia oraria che permette una visione solo in un determinato periodo, ma consente di non incorrere in un affollamento eccessivo degli spazi espositivi. E' prevista l'audioguida. Consigliamo di consultare l'ottimo sito e all'interno soffermarvi su questo video.
Ultima revisione: 13 aprile 2009
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