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giava, bali e
lombok (2002) - i viaggi di luca sivieri
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| colore dei mezzi di
trasporto: AEREO, TRENO, AUTOBUS,
AUTO, NAVE |
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Tra le migliaia di isole che formano l’arcipelago
indonesiano, Giava, Bali e Lombok sono forse le più
turistiche ma anche le più ricche di storia e di fascino. Da
Yogyakarta, la città delle tre religioni, ci spostiamo verso
est e presenziamo alla magnifica alba sul Monte Bromo; poi Bali con le
risaie di Tirtagangga, la cena sulla spiaggia di Jimbaran e
gli artigiani di Ubud; infine Lombok, dalla deserta striscia di sabbia
di Kuta alle paradisiache Gili, isole senza mezzi motorizzati e
contornate da un'ininterrotta lingua di sabbia bianca. Inoltre un raro
esempio di clima tropicale perfetto per il mese di agosto.
Periodo:
27 luglio-20 agosto 2002
Giorni: 24
Compagnia:
Clara
Mezzi di trasporto:
aereo, autobus, nave, treno
Km percorsi:
3.896
Costo: 1.626
euro
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giava,
bali e lombok (2002) - fotografie e racconti
Cliccando sulle foto precedenti
accederete a
immagini e racconti delle diverse tappe del mio viaggio. Al
termine di ogni sezione potrete tornare all'indice.
27-30 luglio - dubai
ed emirati
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| dubai - lo skyline |
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dubai - il creek |
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dubai - il creek |
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| dubai
- il creek |
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dubai - il creek |
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dubai
- il quartiere di deira |
Una vela in cielo
L’avversario è
invisibile e fortissimo. Toglie il respiro e ti copre di un appiccicoso
strato di sudore in pochi minuti. Depositati in questa pentola a
pressione, esiste un unico sollievo: l’aria condizionata.
Riusciamo a ragionare solo chiusi nella nostra veloce gabbia di
metallo. Pensiamo alla meta successiva che puntualmente non riusciremo
a goderci. E allora attraversiamo gli Emirati Arabi Uniti dietro al
finestrino. Come fanno quelle donne a bagnarsi vestite là
fuori? E quelle mucche in strada, che contrasto con i luccicanti
grattacieli! Siamo immersi nei contrasti. Ci facciamo largo tra i campi
di golf e le dune, tra giovani disinibite e rigide osservanti, tra
ricchi emiri e operai pakistani. Nella terra del petrolio è
racchiuso tutto lo spettro della condizione umana. Non si muore di
fame, certo, ma la povertà può essere anche
più deprimente, dovendo misurarsi con un’opulenza
senza limiti. Su tutto però ha la meglio
un’immagine, quella del magnifico Burj Al Arab; ritaglio la
sua vela rosa dal cielo e la porto in viaggio con me.
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| costa est - khalba |
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costa est - fujairah |
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costa est - madha |
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| costa est - khor fakkam |
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costa est - dibba |
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costa est - dibba |
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| deserto - al ain |
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deserto
- al ain |
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deserto - buraimi |
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| deserto - hatta |
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deserto - hatta |
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deserto - hatta |
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31 luglio
e 18-19 agosto - jakarta
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| jakarta - quartiere coloniale
di batavia |
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jakarta - quartiere coloniale
di batavia |
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jakarta - quartiere coloniale
di batavia |
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| jakarta - quartiere coloniale
di batavia |
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jakarta - quartiere coloniale
di batavia |
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jakarta - quartiere coloniale
di batavia |
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| jakarta - accanto al porto |
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jakarta - nei pressi della
turistica jalan jaksa |
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jakarta
- nei pressi della turistica jalan jaksa |
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| jakarta - nei pressi della
turistica jalan jaksa |
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jakarta - nei pressi della
turistica jalan jaksa |
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jakarta - nei pressi della
turistica jalan jaksa |
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| jakarta - bajaj |
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jakarta - jalan jaksa |
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jakarta |
1 agosto - da jakarta a yogyakarta
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| jakarta - in treno tra
jakarta e yogyakarta |
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jakarta - in treno tra
jakarta e yogyakarta |
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jakarta - in treno tra
jakarta e yogyakarta |
1-3 agosto - yogyakarta
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| yogyakarta |
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yogyakarta |
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yogyakarta - il kraton |
Incontro mancato (dal diario di Lisa)
Ora siamo a Yogya, una
città che alla fine si è rivelata molto allegra e
incasinata, la gente qui ride sempre, parla in continuazione,
è a dir poco esuberante. Alloggiamo in un alberghetto
abbastanza decente, con un piccolo terrazzino. L’1 pomeriggio
siamo partite per Java, dopo un ultimo piatto a base di pesce nel
“nostro” localino sulla spiaggia a Lovina. La prima
parte del viaggio in bus è stata diciamo impegnativa: un
caldo porco, posto vicino al finestrino con sole a picco. Nel paese del
porto ci hanno fatto scendere e aspettare più di
un’ora un altro autobus, con tanto di aria condizionata e
temperatura artica. All’inizio ci siamo messe nella fila
davanti, ma poi lo spettacolo della strada e la guida del nostro
autista erano davvero troppo “emozionanti”; dopo un
paio di frontali mancati abbiamo preferito trasferirci nelle file
dietro e non vedere. La sorpresona del viaggio è stato un
inaspettato buono pasto per una specie di self-service dove abbiamo
mangiato bene, in compagnia di due madame californiane un po’
in ansia per il fatto di recarsi in un paese musulmano. La mattina
siamo sbarcate a Yogya alle 6 e subito la città non ci ha
fatto una buonissima impressione. Dopo aver girato più e
più alberghetti o troppo brutti o troppo pieni abbiamo
trovato questo. Doccia, riposino e poi giro per la città,
che nel frattempo si è animata, e la nostra impressione
è cambiata. Una serie infinita di negozi e bancarelle che
vendono ogni genere/cosa/servizio, moto, carretti, biciclette, un sacco
di gente vivace e davvero casinista. Giro per il mercato e il centro
commerciale, pranzo lì dentro con orchestra, incontro con
tre studenti simpaticissimi usciti da un cartone giapponese. Giro al
mercato degli uccelli e dei pesci e della bellissima zona intorno al
Water Palace. Tante viuzze con piccole casette e cortili, molto
tranquille, ricordava un po’ le isolette della Grecia. Visita
al Water Palace, molto bello, e acquisto/sveno del batik (30$). Giro
all’Università, incontro con un gruppetto di bimbi
in un cortile all’interno nel quale si trova una piccola
parete attrezzata per arrampicare e del loro animatore, molto gentile e
carino. Ritorno in albergo sopra un carretto trainato da un vecchietto
in bici, sensi di colpa di fronte alla sua immane fatica. Poi ci siamo
fatte il gran numero: avevamo appuntamento davanti a un alberghetto con
Luca e Clara; siamo riuscite a: sbagliare l’albergo (fino a
quando ce l’ha fatto scoprire un ragazzo, altrimenti saremmo
ancora là), sbagliare l’ora (non sapevamo che a
Java ci fosse un'ora di differenza con Bali, quindi avevamo orologi
sballati), ma soprattutto sbagliare giorno (io ero convinta che
l’appuntamento fosse il 2, invece era l’1!) Grazie
a internet siamo riuscite a leggere un messaggio di Luca che ci
comunicava l’albergo in cui alloggiano, siamo andate, non
c’erano, abbiamo lasciato un messaggio con il nostro
indirizzo e alla fine sono arrivati loro.
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| yogyakarta - il kraton |
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yogyakarta - il kraton |
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yogyakarta - il kraton |
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| yogyakarta
- il kraton |
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yogyakarta |
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yogyakarta |
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2 agosto
- borobudur
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| borobudur - stupa |
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borobudur - bassorilievi |
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borobudur - statua di buddha |
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| borobudur - bassorilievi |
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borobudur - bassorilievi |
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borobudur |
3 agosto - pranbanan
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| pranbanan |
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pranbanan |
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pranbanan |
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| pranbanan |
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pranbanan |
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pranbanan |
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4
agosto - da yogyakarta al monte bromo
In autobus attraverso Java
Attraversare Java in autobus potrebbe
essere l’esperienza più elettrizzante della vostra
vita. Stipati in roventi mezzi con cinque sedili per fila, sarete
schiavi dell’autista, vero signore della strada. Questi
nipotini di Nuvolari hanno il vizio del sorpasso e gli altri devono
farsi da parte. Provate a sedervi accanto all’autista, un
videogioco non potrebbe essere più surreale. I frontali
sfiorati saranno innumerevoli, ma all’ultimo i bestioni
inferociti riescono sempre a evitare l’incornata.
All’interno troverete un’atmosfera rilassata,
allietata dai numerosi suonatori che strimpellano scadenti melodie folk
e per i quali vi consiglio di tenere sempre una moneta in tasca. La
pipì è vietata, non ci si ferma mai, la tabella
di marcia va rispettata. Tra venditori di ogni merce, corteggiatori e
bambini pulitori potete trovarvi, quasi per caso, ai piedi di un
maestoso vulcano.
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| autobus da yogyakarta a
probolinggo |
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autobus da yogyakarta a
probolinggo |
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cena a cemoro lawang |
All’ombra del vulcano (dal diario di Lisa)
Viaggio pesantuccio verso Probolinggo,
alle 7 eravamo alla stazione dei bus, siamo arrivati alle 17.30. Unica
cosa degna di nota la quantità di gente che saliva sul bus
per vendere ogni sorta di schifezza da mangiare e bere, ma questo si
trova un po’ ovunque; la particolarità locale
erano invece i tipi che salivano per suonare la chitarra e cantare, a
volte bravi ma a volte davvero suonatissimi (per di più ti
strimpellavamo a 5 cm dalle orecchie, peccato non aver fotografato
alcune facce di Luca). Da Probolinggo abbiamo preso un altro pulmino
che si è arrampicato su per il vulcano. Arrivati abbiamo
trovato una specie di albergo-rifugio direi spartano, dove abbiamo
mangiato una zuppa con spaghettini di riso e verdure buonissima.
5 agosto - monte bromo
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| alba sul monte bromo |
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alba sul monte bromo |
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alba sul monte bromo |
Con Trapattoni sul Monte Bromo
Il cono del vulcano esce dal tunnel
della notte e disegna il suo profilo di cartapesta. Un’alba
senza eguali di fronte al giustamente celebre Monte Bromo. Una manciata
di albe nella mia vita; di questa serberò perenne memoria.
Un locale afferma che di qui sia passato anche Trapattoni. Noi non ci
crediamo ma se l’hai fatto, Giovanni, immagino anche la tua
veloce bocca tacere davanti a questo irripetibile spettacolo.
La picchiata nel cratere del nervoso vulcano è irta di
difficoltà respiratorie. Lo zolfo si infila nei polmoni e
non riusciamo ad avvicinarci. E’ il prezzo da pagare per
avere il privilegio di abbracciare con uno sguardo una bella fetta
dell’isola di Java che ci saluta con gli sbuffi dei lontani
vulcani, uno in fila all’altro.
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| alba sul monte bromo |
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alba sul monte bromo |
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alba sul monte bromo |
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| sul cratere del monte bromo |
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sul cratere del monte bromo |
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sul cratere del monte bromo |
L’alba secondo Lisa
Levataccia alle 3.30 (sì
proprio 3.30!), vestizione a strati con tutto il contenuto dello zaino
più giacche a vento all’ultima moda affittate.
Partenza in jeep verso un punto panoramico da dove si è
vista l’alba, con affaccio su Monte Bromo, un cono vulcanico
che sorge all’interno di un immenso cratere. Alba mozzafiato,
emozionante se non fosse per l’affollamento mostruoso.
Discesa al cratere e salita al Monte Bromo, affrontando i fumi tossici
e puzzolenti di zolfo, da non riuscire a respirare, il tutto arricchito
dalla polvere alzata dai cavalli che andavano su e giù. Al
ritorno io e Chiara decidiamo di non tornare con la jeep ma a piedi,
deliziandoci con una rigenerante e bucolica passeggiata. Ritorno in
bemo a Probolinggo, bei paesaggi con terrazze coltivate a ortaggi,
ripidissime, che mi hanno ricordato l’Ecuador. Viaggione
mostruoso per Bali, con autobus affollato di simpatici scaraffaggini,
separazione da Luca e Clara (in realtà è solo un
arrivederci), arrivo tardi a Denpasar.
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| discesa nello zolfo |
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discesa
nello zolfo |
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paesaggio dal monte bromo |
6 agosto - lovina e singaraja
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| cantante
sull'autobus |
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lovina - la spiaggia vulcanica |
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lovina - la piscina dell'hotel |
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| singaraja |
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singaraja |
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singaraja |
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| lovina - alba con i delfini |
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lovina - alba con i delfini |
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al centro di bali: penelokan |
8 agosto - in bicicletta a tirtagangga
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| verso
tirtagangga |
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verso tirtagangga |
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verso tirtagangga |
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| verso tirtagangga |
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verso tirtagangga |
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verso tirtagangga |
Elogio della lentezza
Com’è bello
aprirsi un varco tra le risaie con la bicicletta. Salendo verso
Tirtagangga, nell’est dell’isola, lo scenario
è maestoso. I terrazzamenti propongono sempre nuove
combinazioni di forme e colori con veri contadini che si confondono a
simpatici spaventapasseri e il sole che si spegne nei piccoli specchi
d’acqua. Ci fermiamo a parlare, Clara vorrebbe saperne di
più sulla lavorazione delle piantine di riso, ma la
comunicazione è ardua e non troviamo le risposte che
cerchiamo. In vetta il water palace propone una magica serie di giochi
d’acqua che certo sollazzavano il sovrano qualche secolo fa,
ma che ora richiedono un po’ di immaginazione. Il ritorno,
con le biciclette che tagliano il vento lungo la veloce discesa. Poi il
dramma: un’incauta famiglia di polli attraversa la strada
quando si avvicina un tir. I due piccoli si affannano e guadagnano
l’altra sponda; la mamma che cercava di proteggerli chiude la
fila e il mostro urlante non ha pietà. Ora giace lungo il
fossato e i due pulcini si avvicinano sconsolati. Di colpo devono
diventare grandi e cercare di sopravvivere alla crudeltà di
un mondo che non è fatto per loro.
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| tirtagangga - water palace |
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tirtagangga - water palace |
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tirtagangga - water palace |
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9-10 agosto - a sud
di lombok
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| traghetto tra bali
e lombok |
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lembar - arrivo dei traghetti |
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kuta - piscina dell'hotel |
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| kuta - raccolta di alghe |
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kuta - raccolta di alghe |
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kuta - raccolta di alghe |
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| kuta - la spiaggia |
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kuta - la spiaggia |
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kuta - raccolta di alghe |
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| kuta - la spiaggia |
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kuta - raccolta di alghe |
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kuta - la spiaggia |
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| kuta - campo di calcio |
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esplorazione in moto |
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la strada per tanjung aan |
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| gurupak - raccolta di alghe |
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nel villaggio di gurupak |
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nel villaggio di gurupak |
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| la spiagia di tanjung aan |
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la spiagia di tanjung aan |
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la strada per tanjung aan |
10 agosto - verso le isole gili
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| in ciddomo a bangsal |
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una barca per le isole gili |
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in barca a gili meno |
10-12 agosto - le isole gili
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| gili meno - il bungalow |
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gili meno - il bungalow |
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gili meno - la sera a cena |
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| gili trawangan - una spiaggia |
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gili meno - una spiaggia |
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gili meno - una spiaggia |
Spiaggia, mare e pesce alla griglia (dal diario di Lisa)
A Bangsal abbiamo nuovamente
incontrato, stavolta
al primo colpo, Luca e Clara e raggiunto, a bordo di una fantastica
barchetta di vimini traballante in mezzo a un mare decisamente mosso e
battuto dal vento, l’isola di Gili Meno, la più
piccola
dell’arcipelago, 400 abitanti e tanti bungalow pronti per
accogliere turisti. Dopo varie ricerche ne abbiamo trovato uno
sfigatissimo ma tranquillo (naturalmente il più economico).
Passeggiata sulla spiaggia e poi pappa a base di calamari ripieni e
pescione alla griglia. Il giorno dopo spiaggia e sole, sabbia
bellissima, giro per la piccola barriera corallina anche se il mare era
un po’ mosso, per la prima volta ho visto Luca in costume su
una
spiaggia! il potere delle donne! Passeggiata intorno
all’isola
(questo dà un’idea delle dimensioni), tramonto
sulla
vicina Gili Trawangan e in lontananza il Gunung Anung di Bali, che
sogno! Cena a base di pesce alla griglia (barracuda): con 50.000 Rp
(circa 6 euro) ci siamo tolti il disturbo; nanna alle 21.30 (diciamo
che è stata una giornata faticosa). Oggi ci siamo spostati
di
isola, questa è più grande e decisamente
più
incasinata, troppo direi. Sembra di essere in Grecia, musica a palla,
localini fighi assolutamente fuori luogo, un sacco di turisti tra cui
un’orda di italiani, dacchè non ne vedevamo ora
siamo
circondati, ma da dove sono spuntati?? Cosa c’è un
diretto
Milano – Gili Trawangan??? Oggi però abbiamo fatto
un
bellissimo bagno con maschera, il mare era molto calmo e trasparente,
ci siamo goduti lo spettacolo dei pesciolini tropicali, abbiamo
incontrato persino una tartaruga! Nonostante questa dura vita di mare
mi manca molto Bali, la sua gente chiacchierona e sorridente, i suoi
paesetti pieni di fiori, i piccoli templi, la musica, qui è
già un altro mondo. Dopo pranzo salutiamo Luca e Clara che
faranno ritorno verso Bali e Java, noi ci avventureremo a Lombok, sono
curiosa ma al tempo stesso un po’ timorosa,
quest’isola
sembra essere molto chiusa e poco ospitale, in passato ci sono stati
incidenti con turisti, vedremo se saprà entusiasmarci come
Bali
oppure no.
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| gili meno - in ciddomo |
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gili meno - una spiaggia |
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gili meno - una spiaggia |
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| gili meno - aspettando il
pranzo |
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gili meno - noci di cocco |
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gili trawangan - vista dalla
collina |
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13-14 agosto - ubud
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| bali - il gunung anung |
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ubud - avviso alla porta |
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ubud |
15-16 agosto - kuta e jimbaran
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| kuta - la spiaggia |
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kuta - la spiaggia |
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kuta - la spiaggia |
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| nusa dua - complesso turistico |
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nusa dua - complesso turistico |
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nusa dua - complesso turistico |
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| jimbaran - cena sulla spiaggia |
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jimbaran - cena sulla spiaggia |
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jimbaran - cena sulla spiaggia |
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giava, bali e
lombok
(2002) - consigli
Ecco alcuni consigli dati per area tematica e
nell’ordine cronologico dello
svolgimento del viaggio:
documenti
Per l'Indonesia e per gli Emirati Arabi Uniti non occorre il
visto.
viaggiare
Negli Emirati
Arabi Uniti l'unico modo per spostarsi
è affittare un'auto, anche perché le alte
temperature non consentono di pensare a un altro mezzo. Le cifre sono
piuttosto ragionevoli e non occorre la patente internazionale. In
Indonesia il
mezzo preferito sarà certamente l'autobus, ma
quando potete scegliete il treno, più rilassante e sicuro.
In autobus non sedetevi mai davanti perché potreste decidere
di scendere dopo dieci minuti a causa della guida spericolata degli
autisti. A Bali
e Lomboknon
potrete fare a meno di altri mezzi di
trasporto più rudimentali: i bemo (specie di grandi
auto con una parte posteriore alta e coperta, dotata di panche), i
ciddomo (carretti trainati da cavalli), i bajaj (specie di ape car), i
becak (carretti trainati da bici) e gli ojek (motociclette con
autista). Non dimenticate la bicicletta e la
moto per brevi e panoramici tratti costieri.
dormire
Ecco due hotel consigliabili provati durante il
viaggio:
BALI (LOVINA):
consiglio il Puri Bali,
immerso in un verde rigoglioso offre piacevoli
bungalow disposti ai lati di un vialetto e soprattutto una maestosa
piscina a un prezzo veramente ridicolo.
LOMBOK (GILI
MENO):
se alloggiate nell'isola più tranquilla dell'arcipelago
delle Gili, non abbiate paura di allontanarvi leggermente dalla
spiaggia, che rimane comunque a due passi. Troverete i due bungalow Los
Amigos che offrono una tranquillità leggendaria
e un posto
all'esterno per la lettura e il relax.
mangiare
A Dubai
andate alla ricerca di localini poco pretenziosi che
risulteranno comunque puliti e più economici di centri
commerciali o posti chic. In Indonesia il cibo è mediamente
buono, anche se non ai livelli della Thailandia o del Vietnam. A Bali
non dimenticate di partecipare a una cena sulla spiaggia di Jimbaran;
è emozionante servirsi a volontà di ottimo pesce
osservando il tramonto, con i tavolini piantati nella sabbia. Sulle
isole Gili
potrete scegliere il pesce freschissimo sulla passeggiata
principale e farvelo servire sui comodi lettini davanti al mare.
Un'esperienza unica da non perdere.
visitare
Ecco un elenco
di alcuni luoghi che potrete decidere di visitare e sui quali mi sento
si spendere alcuni consigli:
BOROBUDUR E
PRANBANAN: sono i due siti archeologici vicini a
Yogyakarta; la scelta migliore è quella di visitarli
entrambi con gite di un giorno dalla capitale regionale. Se non potete
fare a meno di scegliere ricordate che Borobudur è buddista
e Pranbanan induista e che a parer mio quest'ultimo è meno
conosciuto e più affascinante.
MONTE BROMO:
può meritare da solo il vostro viaggio in Indonesia, uno
spettacolo magnifico. Durante la nostra estate il cielo è
quasi sempre sereno e permette la visione di un'alba quasi surreale per
i colori e le forme dipinte all'orizzonte. Dovrete dormire nel
villaggio di Cemoro Lawang, raggiungibile da Probolinggo con un autobus
che si inerpica sulla montagna. A questo punto avrete due
possibilità: prendervela comoda e salire in jeep con
partenza un paio d'ore prima dell'alba oppure affrontare l'ascesa a
piedi e partire sopo cena. In ogni caso non aspettatevi che sia
un'esperienza solitaria, in quanto il belvedere è sempre
gremito di gente. Non cercate di vedere il sorgere del sole, ma
disponetevi piuttosto dall'altra parte, quella che dal sole
verrà illuminata. Portatevi maglie pesanti perché
sarete a 2.800 metri di altezza. Scendendo optate per la passeggiata
dal cono vulcanico verso Cemoro Lawang.
TIRTAGANGGA,
Water
Palace: è un palazzo davvero interessante, per
le sue vasche, dove è possibile fare il bagno, e per le sue
viste sulle risaie della campagna sottostante. L'attrattiva maggiore di
Tirtagangga, tuttavia, è costituita dai suoi dintorni.
Scegliete di arrivare fino a qui in bicicletta, magari dalla pianura.
Una fatica ben ricompensata!
LOMBOK, Kuta e
Takjung Aan: arrivando a Lombok la maggior parte dei
turisti si reca subito verso l'arcipelago delle isole Gili. Io
consiglierei invece anche una tappa a sud, nella località di
Kuta (da non confondere con la più famosa Kuta di Bali). Le
spiagge qui sono incontaminate e utilizzate soprattutto dai pescatori
di alghe. Affittate una bici e una moto e andate verso la distesa
bianca di Tanjung Aan, un vero spettacolo che gusterete da soli. Il
vicino villaggio di Gurupak è interessante invece per la
lavorazione e l'essicazione delle alghe.
LOMBOK, Gili Meno:
se non avete ancora scelto, optate per Gili Meno o al massimo Gili Air,
tralasciando la più rumorosa Gili Trawangan. Su Gili Meno
potrete riposarvi davvero, lontani da qualunque stress. Il giro
dell'isola si compie in un paio d'ore e la sabbia bianca vi
accompagnerà a ogni metro. La sera è possibile
scegliere il pesce direttamente dai pescatori e consumarlo sdraiati
davanti al mare.
comprare
L'artigianato è una delle componenti che vi
accompagnerà in Indonesia. A Bali soprattutto gli
oggetti sono originali e utili. Da segnalare i diari in carta di riso,
oggi reperibili anche in Europa ma a un prezzo decisamente maggiore,
gli album fotografici, le borsette a forma di noce di cocco, i sarong e gli
splendidi batik. Soprattutto per questi ultimi contrattate duramente e
arrivate almeno alla metà del prezzo originale.
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